C’è una città che non si vede sulle mappe. È fatta di corridoi d’ospedale, di case che accolgono, di mani che si tendono, di professionisti e volontari che lavorano in silenzio. In questa città invisibile, l’UGI è come una rete sotterranea: un sistema di collegamenti che porta energia dove serve, che trasforma la solidarietà in sostegno concreto, che fa arrivare risorse, competenze e attenzioni esattamente nel punto in cui un bambino malato e la sua famiglia hanno più bisogno. L’ospedale è il luogo della diagnosi e delle terapie. Ma la cura, quella più ampia e profonda, continua fuori: nelle case, negli spazi di accoglienza, nei momenti di studio, gioco e condivisione. È qui che UGI interviene, rendendo possibile ciò che altrimenti resterebbe fragile o incompleto. E lo fa grazie a una comunità che sceglie di esserci.
La comunità sostiene UGI attraverso donazioni liberali, lasciti testamentari, contributi in memoria, raccolte fondi promosse da privati, aziende, scuole e associazioni del territorio. C’è chi sceglie di devolvere il 5×1000, chi organizza eventi benefici, chi effettua una donazione online o tramite bonifico, chi sceglie UGI per i doni a Pasqua e a Natale. Ogni contributo, piccolo o grande, diventa parte di un progetto più ampio. Il valore di UGI nella società sta proprio in questo movimento circolare e virtuoso: i cittadini donano e l’associazione trasforma quel denaro in servizi. Non in modo astratto, ma tangibile. Le donazioni liberali, il 5×1000, i lasciti testamentari, le raccolte fondi promosse da privati, scuole e aziende diventano accoglienza per le famiglie che arrivano da lontano, sostegno psicologico, attività educative, aiuti economici nei momenti più difficili, presenza costante accanto ai bambini e agli adolescenti in cura presso l’Oncoematologia Pediatrica di Torino. Con una parte importante delle risorse che viene destinata al finanziamento di borse di studio con progetti di ricerca e incarichi professionali per medici che operano all’interno della Struttura Complessa di Oncoematologia pediatrica del Regina Margherita.
Perché si sceglie di sostenere UGI? Per fiducia. Una fiducia costruita negli anni attraverso la coerenza, la serietà, la capacità di rispondere ai bisogni reali. Chi dona sa che ogni contributo viene gestito con attenzione e responsabilità, sa che esiste una rendicontazione chiara, sa che i progetti vengono raccontati e condivisi con trasparenza. In un tempo in cui la credibilità è un bene prezioso, UGI rappresenta un punto fermo. La trasparenza non è solo un obbligo formale, ma un impegno etico. Significa spiegare come vengono utilizzati i fondi, quali servizi vengono sostenuti, quali risultati si ottengono. Significa rispettare il gesto di chi sceglie di affidare una parte delle proprie risorse a un progetto collettivo. Perché donare è un atto di responsabilità, ma anche di speranza. Così, quella rete invisibile continua a funzionare. La comunità alimenta UGI con la propria generosità; UGI restituisce alla comunità servizi, sostegno, qualità della vita. È uno scambio che rafforza il tessuto sociale, che unisce storie diverse attorno a un obiettivo comune: non lasciare sole le famiglie nel momento più delicato. In questa infrastruttura silenziosa ma essenziale si misura il valore più profondo di UGI: essere il collegamento tra il bisogno e la risposta, tra la fragilità e la forza di una comunità che sceglie, ogni giorno, di prendersi cura dei suoi bambini.
COS’È UNA VALUTAZIONE D’IMPATTO SOCIALE?
La valutazione di impatto sociale è un prezioso strumento di analisi che permette di comprendere, valorizzare e comunicare gli effetti generati da un’associazione attraverso le proprie attività. La metodologia scelta per misurare tale impatto è il Social Return On Investment (SROI) che ha consentito di quantificare in termini monetari il rendimento sociale generato dall’UGI. La valutazione SROI misura il ritorno economico, sociale e ambientale delle attività di un’organizzazione per i suoi beneficiari, ma anche per la comunità, grazie a una metodologia partecipativa che vede il diretto coinvolgimento dei principali stakeholder interessati dalle sue attività. L’applicazione di questa metodologia, per l’UGI, ha portato a un indice SROI di 1,9: per ogni euro investito – dunque – è stato generato €1,90 di ritorno sociale ed economico. Tale valore corrisponde sostanzialmente a quanto la comunità (gli stakeholder in gergo tecnico) avrebbe dovuto spendere per ottenere gli stessi servizi erogati gratuitamente da UGI.
