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Intervista Pierpaolo Bonante

Ai microfoni i volontari dell’UGI.


Nel palinsesto musica, informazioni e notizie.
Il via ai programmi il 7 marzo 2018, alle 19.30 presso M**Bun, Via Rattazzi, 4b, Torino. Ingresso libero. La serata vedrà ospiti Tommaso e Cristiano dei Perturbazione; Eugenio in Via Di Gioia; I Moderni; Ricky Jo; Dave Moretti Blues Revue; la Band UGI. Il direttore artistico della radio è Pierpaolo Bonante, anche se lui preferisce definirsi coordinatore.

Com’è nata l’idea di questa radio?
Le cose succedono. E anche questa è successa senza che quasi ce ne rendessimo conto. Il mio mentore, per meglio addentrarmi nell’associazione UGI, è stato il coordinatore di alcune delle sue attività, precisamente Domenico de Biasio che conosco da tempo. Con lui, tra le nostre chiacchiere e le nostre attività, ha trovato spazio l’idea di una radio per Casa UGI. Lo scopo è quello di coinvolgere i ragazzi ospiti della Casa, i ragazzi attualmente ricoverati, quelli che sono guariti, le loro famiglie, insomma tutti coloro che hanno avuto contatti con UGI e far sì che questa radio diventi un polo di riferimento per le notizie istituzionali e le attività di questa associazione e di altre che nel tempo potrebbero aggregarsi, perché non dimentichiamo che la radio sarà in primis un mezzo grazie al quale trascorrere ore serene ascoltando musica e quant’altro. Il progetto è ambizioso.

Che tipo di radio sarà?
Una web radio che si potrà ascoltare con internet, ad esempio su ogni computer o su smartphone, ventiquattr’ore su ventiquattro. La radio di un’associazione, unica nel suo genere. La sedi delle trasmissioni saranno Casa UGI e l’ospedale, ossia la sede sarà mobile, vivrà tra i ragazzi nei reparti e dove sarà necessario. Sto lavorando all’organizzazione del progetto da mesi e quasi ci siamo. Ho messo volentieri a disposizione della radio, a un costo minimo, le mie competenze di dieci anni nel settore.

Chi sono i finanziatori?
 L’UGI ha partecipato a un bando di un progetto che CRT ha promosso per le associazioni no-profit e lo ha vinto. CRT ha sovvenzionato con una cifra iniziale di 10.000 euro questa futura radio. Ci sono altri sponsor inoltre, privati a cui abbiamo descritto il progetto e che hanno donato. Ad oggi possiamo disporre di 18.000 euro. Sicuramente via via arriveranno altri aiuti.

Hai detto che hai già 10 anni di esperienza in radio, dove?
Dirigo da due anni Radio M**Bun e sulla sua frequenza porto avanti un programma per i bimbi, dal titolo Azzurro UGI. Mi affascina la radio, anzi credo che fare radio sia un mezzo per pensare. E a proposito mi viene in mente quello che mi disse Franco Sarchioni, vice presidente UGI: i fondi per la radio si trovano, ma come pensi di riempirla? E come rispondi? Con un aneddoto. Era estate e stavamo registrando Azzurro UGI. Con noi c’era Fatima, una ragazzina ospite di Casa UGI e con lei ho iniziato a lamentarmi della mia calvizie. Fatima mi dice: “Che vuoi, io un mese fa ero più calva di te.” Tutti mi guardano, e io le rispondo: “Fanciulla, io sono nato così.” Lei tace e io da quel silenzio ho ricevuto un importante messaggio. Ho capito che potevo e dovevo fare qualcosa contro il tabù e la paura della malattia. L’emozione è stata forte e da lì ho avuto la consapevolezza di come l’avrei riempita.

Adesso a che punto sei?
Attualmente mi sto dedicando alla formazione degli speakers volontari UGI, che gestiranno le trasmissioni radio. Ci saranno sempre due persone insieme a condurre, perché in coppia si lavora meglio. Occorre dare loro una basilare conoscenza tecnico-fonica per gestire come si fa ad andare in onda, ossia occorre capire quando parlare e per quanto. Allo stesso tempo si lavora al format, la struttura nella quale saranno inseriti i programmi. Ai blocchi, ossia ai minuti di parlato tra un programma e l’altro. Altri volontari UGI stanno scegliendo gli argomenti da inserire nei blocchi, che sono delle specie di cassetti. Più blocchi compongono il format. Per il format sono stati decisi i temi, quali lo sport, il cinema, il gossip, la città di Torino, la musica. Stiamo anche organizzando le pillole, ciascuna comprende tre minuti di notizie o curiosità che verranno sparse lungo il palinsesto. Ci saranno importanti interviste ovviamente ai medici, al personale ospedaliero tutto, con notizie sulle realtà gravitanti intorno all’ospedale Regina Margherita, parte fondante per questa nuova radio. Ho un’ambizione per questa radio: farla diventare vita e riferimento.

Riguardo allo staff, hai parlato di volontari UGI.
A oggi tra gli speaker ci sono due ragazzi legati alla Casa, Stefano Nardella e Giacomino Casale. Inoltre tutta la parte dei jingle, sottofondi musicali, verrà curata da Andrea Bottelli, un esponente della Band UGI.
Vuoi lanciare qualche messaggio su questo giornale, che possa essere utile alla radio?
Sì volentieri. Noi metteremo in onda musica con CD. Bisogna pagare i diritti d’autore e siamo obbligati ad avere una copia fisica di tutto ciò che va in onda. Quindi stiamo creando un crowdfunding per la raccolta dei CD. Da qui, se qualcuno possiede dei CD da poter donare, noi li raccogliamo volentieri e li manderemo in rotazione. Che cosa speri di ottenere da questa iniziativa? Spero con tutto il cuore di riuscire a fare delle cose valide. Vorrei arrivare al punto in cui chiunque accenda la radio riesca a trovare ciò che vuole. Un’idea oggi, una possibilità futura.

Si ringraziano:
• Fondazione CRT.
• La Città della Salute e della Scienza di Torino per il Patrocinio.
• M**Bun, la sua Radio per i finanziamenti e le spese dell’inaugurazione.
• Verde Strumenti Musicali per la donazione di fondi e della strumentazione.
• Sigari Granata per le donazioni
• Oratorio P. Frassati di Scalenghe, per la spontanea raccolta di fondi da parte di ragazzi.
• Officine Buone per il progetto.
• Libellula Music per la divulgazione della notizia dell’inaugurazione e del progetto.
• Mauro Sacco e Elisa Vallarino per la creazione del logo di Radio UGI.
• Francesca Luccisano per le grafiche promozionali.
• I numerosi privati che hanno donato.

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