Un cannocchiale di cartone puntato verso mondi immaginari. Uno Shanghai gigante che sfida l’equilibrio di mani e destini. Il teatro come cura, come spazio dove il tempo viene sospeso e i confini della realtà lasciano spazio a ciò che sembra impossibile. Questa è stata l’essenza di “L’arte avrà cura di te”, il progetto di UNI. VO.C.A., curato dall’Associazione Maigret & Magritte e condotto da Olivia Buttafarro, che ha utilizzato il teatro come strumento di gioco e crescita personale, che ha trasformato Casa UGI in un palcoscenico di creatività. Il teatro ha offerto ai bambini e ai ragazzi un nuovo sguardo sul mondo e su se stessi: ogni incontro è stato un viaggio, una visita in punta di piedi in un luogo che per sua natura cambia ogni giorno, abitato da ospiti di età diverse, con storie uniche e percorsi imprevedibili. Il primo modulo del laboratorio ha avuto il suo cuore attorno a un grande tavolo pieno di materiali: fogli colorati, cartoncini, forbici, colla. Da qui sono nate maschere variopinte, che hanno trasformato i piccoli protagonisti in fantastici supereroi. Una finestra si è aperta sulla fantasia con la lettura animata di “Chi c’è alla finestra” di Agnese Baruzzi, mentre i dadi da storyteller hanno dato vita a storie straordinarie, come quella di un volo speciale in mongolfiera grazie all’aiuto di un contadino di buon cuore. Il teatro è anche corpo, voce, movimento. Così, tra carte da mimo e palloncini modellabili, i bambini hanno sperimentato l’espressione teatrale in tutte le sue forme, accompagnati dagli educatori, dai volontari e dai genitori. Alla fine di ogni incontro, un piccolo dono artistico è stato consegnato a ciascun partecipante, perché lasciare una traccia, un segno, una forma dell’esperienza condivisa. Il secondo modulo ha visto nascere una piccola compagnia teatrale: un gruppo fisso di bambini, tra i 4 e i 12 anni, che ha costruito giorno dopo giorno nuove avventure sceniche. I cannocchiali di cartone sono diventati strumenti per trasformarsi in pirati e avventurarsi tra i cuscini in mari lontani e isole del tesoro. Lo Shanghai gigante ha messo alla prova abilità e concentrazione, mentre tamburi e maracas hanno scandito ritmi nuovi e restituito sonorità anche al sistema corporeo dei ragazzi, grazie alla body percussion. Il teatro è stato anche esplorazione dello spazio, con camminate teatrali e l’uso di oggetti scenici, come ad esempio, il ventaglio. La lettura animata di “Puntino” di Giancarlo Macrì e Carolina Zanotti ha guidato i piccoli attori in nuove storie, mentre le carte con le funzioni dei personaggi hanno dato vita a racconti improvvisati. A chiudere il ciclo, piccole performance di illusionismo e magia, dove ogni bambino ha potuto creare il proprio numero e diventare protagonista della scena. “L’arte avrà cura di te” è stato più di un laboratorio teatrale: è stato un ponte tra immaginazione e realtà, un gioco a tappe, un’occasione di crescita per tutti: ospiti, genitori, educatori e volontari coinvolti. A Casa UGI, come scriveva Paul Klee, l’arte non si è limitata a riprodurre il visibile ma ha reso visibile l’invisibile. Questo è ciò che è successo in questo magico spazio di cre-attività teatrale, in cui ciò che non si vedeva ha trovato finalmente il suo posto.