BILANCIANDO

BILANCIANDO


Ho intitolato questo articolo con una parola che, allo stesso tempo, è un orribile “orribile” neologismo e un verbo.

IL NEOLOGISMO
Parliamo dell’ultimo bilancio UGI approvato dall’Assemblea dei Soci lo scorso 30 maggio, bilancio che racconta cosa abbiamo fatto e ottenuto nel 2021 e descrive la filosofia del Direttivo nella gestione. Se avrete la curiosità e la pazienza di leggerlo (viene pubblicato sul sito), vedrete che la presentazione dei conti dell’Associazione è molto cambiata rispetto agli anni passati, in quanto abbiamo adottato per la prima volta gli schemi previsti dalla legge sul Terzo Settore.
A prima vista sembra complicato, e forse un po’ lo è stato, ma in compenso fornisce una rappresentazione chiara e completa dell’attività svolta e della consistenza patrimoniale dell’Associazione.
Senza voler ripercorrere nel dettaglio il bilancio, per questo consiglio la lettura del documento, vale la pena sottolineare alcuni dati significativi:
Raccolta totale pari a quasi € 2 milioni. Un record storico conseguito in un esercizio nel corso del quale la pandemia ha ancora, seppur parzialmente, pesato sulla congiuntura mondiale e di conseguenza sulle attività della nostra Associazione.
Patrimonio Netto pari a circa € 5,7 milioni. Questo dato indica a quanto ammonta il patrimonio dell’associazione, in gran parte investito in beni immobili (gli uffici di UGI2, come ricorderete li abbiamo comprati con i nostri soldi) e per il resto in liquidità disponibile pari a circa € 2,5 milioni.
12.000 ore di volontariato “donate” dai nostri volontari. Ancora poche rispetto alle 35.000 del 2019, ma se si considera che il 2021 per oltre metà dell’anno ha ancora subito le restrizioni dovute alla pandemia, mi sembra un buon risultato.
€ 1,5 milioni investiti nelle attività di Missione.

Sono numeri che testimoniano un ottimo stato di salute dell’UGI che, pur in presenza di una grave congiuntura innescata dalla pandemia, ha saputo reagire, adattando la gestione alle mutate condizioni economiche e ambientali.

IL VERBO
E qui entra in gioco il verbo “bilanciando”. Se leggiamo sul dizionario il significato di questa parola, troviamo vari significati alcuni dei quali rispettano pienamente il nostro stile di gestione:
Valutare il pro e il contro: spesso in questi due anni, abbiamo dovuto fare delle scelte, tenendo ben presente i nostri obiettivi e “bilanciandoli” accuratamente con le nostre capacità di investimento.
Pareggiare le entrate con le uscite: è questo un mantra della gestione dell’UGI, indicato chiaramente nelle Linee guida di gestione del Direttivo. In realtà negli ultimi due esercizi i bilanci sono stati chiusi con un disavanzo di gestione, ma non a causa del COVID, ma bensì per una precisa scelta del Direttivo che ha deciso di incrementare l’attività di supporto economico e non alle famiglie, per far sentire loro la vicinanza dell’Associazione in un periodo molto difficile. Scelta fatta bilanciando da un lato gli obiettivi di pareggio dei Proventi e degli Oneri e dall’altro le esigenze della Missione.
Tenersi in equilibrio: se l’UGI esiste da oltre 40 anni, è perché ha sempre saputo mantenere un adeguato equilibrio tra le risorse acquisite tramite la raccolta e gli oneri investiti nella Missione. Ma non solo, l’accantonamento di risorse straordinarie, come ad esempio i Lasciti Testamentari, ha permesso di ristabilizzare i conti quando l’equilibrio tra Proventi e Oneri è venuto a mancare.
 
In sostanza, bilanciando una gestione prudente con una forte volontà di perseguire la Missione, si sono create le basi per avere oggi un’Associazione forte, riconosciuta dalla Comunità come un esempio virtuoso, in grado di accogliere in quarant’anni oltre 800 famiglie in Casa UGI e capace di pianificare il futuro con la consapevolezza che dovremo continuare a combattere fino a quando anche un solo bambino si ammalerà.
Tutto ciò grazie a quegli "otto Genitori” che hanno fondato l’UGI 42 anni fa, alle centinaia di volontari che hanno donato gratuitamente e con grande passione il loro tempo al servizio della causa, ai dipendenti e ai Direttivi che si sono avvicendati ed hanno saputo adattare lo stile di gestione e gli obiettivi ai mutamenti socio-culturali.

Massimo Mondini

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