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FUTURO PER I GIOVANI PAZIENTI GUARITI DAL CANCRO

C’È UN FUTURO PER I GIOVANI PAZIENTI GUARITI DAL CANCRO. I PROGETTI DELL’UGI GUARDANO AL DOMANI


Stiamo per uscire da un altro anno complicato, meno drammatico del 2020, ma ancora pieno di timori. La guerra al Coronavirus non è vinta, non è finita, non è sospesa. Il virus c’è e circola tra noi. L’arrivo del vaccino ci ha però consentito di tornare quasi liberi e di pensare al futuro con più ottimismo. Perciò pochi rimpianti per il 2021, molte attese per il 2022. L’attività di UGI non si è fermata un solo giorno e anche la redazione di questo giornale cerca di offrire sempre ai suoi lettori informazioni utili alle famiglie che hanno figli in terapia oncologica all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
La domanda che ci siamo posti questo mese è: quando un bambino o un adolescente esce dalla malattia che tipo di vita lo aspetta? Un quesito a cui è molto difficile rispondere, perché il cancro lascia segni indelebili in chi ha subito la malattia, soprattutto se in giovane età. Tuttavia, l’UGI ha iniziato un cammino da tempo per dare risposte a questa domanda.
Ma per capire la dimensione del problema “che vita dopo la malattia” osserviamo questi dati, raccolti dall’Airc: “Quel che è decisamente cambiato, negli ultimi quarant’anni, è il tasso di mortalità, che è in netta diminuzione. I bambini e i ragazzi tra 0 e 19 anni che muoiono di tumore sono sempre meno. Nel 2008 i decessi erano circa un terzo di quelli registrati nei primi anni Settanta”. E aggiunge: “Gli ultimi dati dicono che, dopo la diagnosi, tre bambini su quattro guariscono completamente. Crescendo, queste persone (il cui numero in Europa oggi si stima tra 300 mila e 500 mila) escono dalle competenze dell’oncologo pediatra, ma, purtroppo, non esiste ancora una figura professionale che le possa accompagnare nell’età adulta. Non perché richiedano cure particolari (possono e devono condurre una vita del tutto normale), ma perché devono comunque prestare una speciale attenzione ad alcuni aspetti della loro salute, che possono essere stati condizionati dalle cure cui sono stati sottoposti. Per tale motivo stanno nascendo in tutto il mondo strutture dedicate a questa fascia di popolazione”. Ed è proprio su questo punto che l’UGI ha avviato ormai da tempo un programma di reinserimento dei giovani nel dopo malattia. A cominciare da un “innovativo centro di riabilitazione che già nel corso delle terapie corregge, cura e potenzia il fisico dei giovani malati invitandoli a combattere la pigrizia e la poca voglia di muoversi”.
Ma c’è di più. Nella sezione dell’intervista parla Diego Coriasco, direttore della Casa del Lavoro della Cooperativa Sociale Patchanka, che ha come obiettivo quello di proporre programmi dedicati alle persone che più fanno fatica a trovare un impiego. In questo ambito il centro ha sviluppato una collaborazione con l’UGI per offrire ai ragazzi un percorso di formazione e inserimento lavorativo. La casa del futuro per i ragazzi che escono guariti dalla drammatica esperienza del cancro si costruisce un po’ alla volta. Ed è quello che su cui l’UGI lavora da anni. Perché quello che davvero conta è saper immaginare nuovi orizzonti.
 
Giorgio Levi
Direttore de "Il Giornale dell'UGI"

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