CLAUDIA FERRANTE

CLAUDIA FERRANTE


Dato il filo conduttore di questa edizione del giornale, abbiamo deciso di dedicare l’intervista a Claudia Ferrante, una donna riservata, forte, affidabile, leale. Dal mio punto di vista quindi una donna un po’ “speciale”, anche se lei non si definirebbe tale considerata la sua naturale inclinazione a rifuggire da tutto quanto possa costituire un riconoscimento alla sua opera. Volontaria e genitore UGI, è entrata a far parte dell’Associazione nel 2010 e oggi è al suo secondo mandato nel Consiglio Direttivo con l’incarico di Tesoriere; nel primo è stata Consigliere.

Claudia, ci racconti per favore come hai conosciuto UGI Onlus?
Certo, volentieri. Ho conosciuto UGI nel 2003 attraverso i volontari ospedalieri che prestavano servizio nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino dove mia figlia Sara è stata in cura fino al 2008, anno in cui purtroppo è mancata.

UGI ti ha quindi aiutato mentre eravate in ospedale, in che modo?
UGI mi ha aiutato durante tutti quei lunghi periodi di ricovero, malattia e isolamento, ma non solo; ha continuato a starmi vicino e non mi ha abbandonato neanche dopo la morte di mia figlia fornendomi un supporto psicologico per l’elaborazione del lutto. Durante i periodi di ricovero, abbiamo apprezzato molto la presenza dei volontari in reparto. Sara era un’adolescente e questo, com’è doveroso e giusto dire, implica una certa difficoltà nella relazione con i volontari che, non potendo diciamo giocare con lei, sono stati bravi e ci hanno saputo fare quando venivano in camera a far sì che il tempo e, un tempo di qualità, trascorresse. Vorrei anche sottolineare l’importanza che per me ha avuto la segreteria e il tempo che i loro membri mi hanno dedicato, quindi un ringraziamento speciale va anche a Manuela e Michela. Insomma UGI mi è stata molto vicino e ho davvero apprezzato la Sua presenza, anche se, per mia fortuna, avevo intorno una solida rete di familiari e di amici che non mi ha abbandonato, un lavoro che mi ha sempre permesso di stare vicino a mia figlia e di conseguenza non avevo necessità di usufruire dei molteplici servizi offerti da UGI.

Quindi, nonostante in quel periodo tu non abbia avuto bisogno, diciamo, di un aiuto pratico o logistico da parte di UGI, hai apprezzato così tanto l’esistenza e la presenza dell’Associazione fino al punto di farne poi parte. Ci racconti e spieghi perché?

Ho voluto mantenere un rapporto con UGI per restituire tutto quello che mi è stato dato, in particolare tutto quel tempo di qualità che mi è stato dedicato. Sono stata incoraggiata da un volontario in particolare ad entrare a far parte dell’Associazione e, dopo aver fatto un percorso di formazione e tutoraggio, nel 2010 sono entrata nel gruppo Manifestazioni. Lì ho incontrato altri genitori UGI volontari e, grazie al loro incoraggiamento, da allora faccio parte anche della sezione dedicata al Mercatino di Natale. E adesso fai parte del Consiglio Direttivo.

Qual è stato il percorso che ti ha fatto accettare una carica così importante? Ti chiedo scusa per la domanda, so che sei una persona molto riservata, che non ami essere messa in vista ed essere portata alla ribalta e che ti piace rimanere nell’ombra, ma ci racconti qualcosa in più per favore?
Diciamo che ho imparato, durante gli anni trascorsi come volontaria nel magazzino giochi, al mercatino e nella sezione manifestazioni, a conoscere UGI e a scoprirne i meccanismi che la portano avanti. Sono tutti meccanismi funzionali e molto importanti che mi hanno convinto; capire il funzionamento dell’Associazione e parteciparvi mi hanno portata ad accettare di entrare a far parte del Consiglio Direttivo.

Grazie Claudia per la tua disponibilità che ci ha permesso di raccontare qualcosa in più di UGI Onlus e di parlare del ruolo fondamentale che i volontari hanno all’interno dell’Associazione.
Concludo dicendo che, per fortuna, oltre che da tante donne, una grossa fetta dei volontari è rappresentata da uomini! Grazie a tutti i volontari quindi, uomini e donne, genitori e non, che permettono a UGI Onlus di essere una grande famiglia.
 
Roberta Fornasari

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