1. Giornale UGI
  2. COVID E ONCOLOGIA PEDIATRICA. QUANTO MALE CI HA FATTO?

Scarica il giornale UGI

COVID E ONCOLOGIA PEDIATRICA  QUANTO MALE CI HA FATTO?

COVID E ONCOLOGIA PEDIATRICA. QUANTO MALE CI HA FATTO?


La pandemia ha fatto male a tutti. È un dato di fatto. Ha fatto male ai bambini che non hanno più giocato con i loro coetanei; ha fatto male agli adolescenti che sono stati costretti in casa isolati dagli amici; ha fatto male a tutti coloro che erano in condizioni di convivenza difficile; ha fatto male alle finanze di tutti; ha fatto male ai lavoratori di ogni tipo di esercizio pubblico. Per quanto si possa essere ottimisti è difficile affermare che sia stato un bel periodo e le conseguenze saranno a lungo visibili.
Ci siamo lamentati a lungo di non poter fare ciò che volevamo e di non poter uscire di casa o andare al cinema o semplicemente al bar ma pensiamo cosa ha significato tutto ciò per quei bambini e ragazzi già gravemente malati e già isolati in ospedale. Ha significato avere accanto a sé soltanto un genitore o un caregiver perché non era possibile il cambio. Ha significato vedere ancora più strette le regole per evitare ogni tipo di contagio. Ha significato vedere medici e infermieri vestiti a mo’ di astronauti. Non più contatti fisici, non più abbracci e baci, bandita la carta che può portare contagi, niente giochi in comune, niente sala giochi, niente di niente, solo cure e terapie ed il noioso lunghissimo programma della giornata ospedaliera. Sveglia presto, visite ed esami, pranzo e poi davanti un interminabile pomeriggio fatto di televisione e qualche programma alla radio, poi cena e la giornata si riproporrà domani uguale. Nemmeno gli insegnanti si sono presentati per lungo tempo. Una pena non solo per i giovani pazienti ma anche per i genitori costretti a stare in ospedale senza cambio, senza un solo piccolo intervallo per giorni e giorni dove le ore sono scandite dalle visite dei dottori, dagli esami diagnostici, dai pasti e dal rumore delle pompe delle flebo, il tutto senza il conforto di un parente, di una chiacchera se non al telefono, di un cambio e una doccia a casa propria e senza la libertà di un pianto liberatore. Difficile buttarsi alle spalle tutto questo per chiunque in qualsiasi momento della vita, ma se gravato anche dalla pandemia diventa quasi insostenibile.
Eppure non si poteva fare altrimenti, non si poteva permettere al virus di dilagare e aggravare le condizioni già fragili di bambini e ragazzi con un tumore. E possiamo ritenerci tra i fortunati perché viviamo in un paese progredito con molte risorse e con un servizio sanitario pubblico che funziona.
È stata fatta un’indagine sugli effetti dalla pandemia in 213 ospedali di 79 paesi, soprattutto a basso reddito. Il risultato lo leggiamo sulle pagine de La Repubblica di qualche tempo fa, la pandemia “ha ridotto il numero delle diagnosi e degli interventi chirurgici, o ha costretto a sospendere o rinviare chemio e radioterapie. In qualche caso, soprattutto nei paesi più poveri dove la situazione era già complessa prima dell’arrivo del virus Sars-Cov-2, ha svuotato di personale i reparti di oncologia pediatrica o li ha costretti a chiudere.”
I dati, ottenuti tramite questionari, si riferiscono al periodo che va dal 21 giugno al 22 agosto 2020 e sono pubblicati su Lancet Child & Adolescent Health. La relazione ci dice che in quei paesi a basso reddito “l’assistenza sanitaria ha finito per essere compromessa perché parte delle risorse in termini di finanziamenti e di personale è stata in ogni caso dirottata sull’emergenza sanitaria. Le risorse degli ospedali sono state significativamente influenzate: un terzo degli intervistati ha denunciato un sostanzioso taglio dei finanziamenti, mentre due terzi (66%) ha riportato una riduzione di personale sanitario e in un ospedale su cinque (19%) c’è stata una riduzione della disponibilità di posti letto per i bambini ammalati di tumore.”
Tutto ciò da noi non è successo.
I paesi a basso reddito pagano il prezzo più alto, come sempre, per mancanza di risorse. Al Regina Margherita i pazienti hanno ricevuto le stesse cure di prima, non ci sono stati ritardi e nemmeno soppressioni di cure. Per ogni stanza è stata curata al massimo la pulizia e la sanificazione, i presidi sono stati disponibili per tutti e le attenzioni sono raddoppiate. Diciamo che i nostri pazienti sono stati “fortunati” per non aver subito le grandi difficoltà che bambini e ragazzi di altri paesi hanno dovuto patire. Difficile resistere e continuare ma la fiammella della speranza è sempre rimasta accesa e l’incubo della sospensione delle terapie non si è mai presentato.
Lo stesso è avvenuto in Casa UGI dove abbiamo rigorosamente seguito i dettami dell’Ospedale e adottato ogni misura di cautela per prevenire contagi. Abbiamo dovuto chiudere la sala giochi e gli appartamenti dovevano essere (e tuttora lo sono) puliti e sanificati; le famiglie sono state agevolate per la spesa grazie ai nostri volontari e alla Croce Rossa che ci ha aiutati a distribuirla ogni settimana. Ogni altra esigenza poteva essere soddisfatta grazie alla solerzia di chi presidia la Casa e ai volontari che si sono messi a disposizione delle famiglie. A parte la mancanza dell’allegria della sala giochi con i bambini che la animano, le famiglie sono state accudite e supportate in ogni loro esigenza. I volontari di Radio UGI e quelli che si sono occupati dei laboratori hanno fatto un gran lavoro per non far sentire l’isolamento e la solitudine ai bambini ricoverati e in Casa UGI.
Un gran lavoro che ha dato molti frutti.
Comprendiamo perfettamente cosa significa avere un figlio malato di tumore, quali angosce e quanti interrogativi la malattia suscita e sappiamo che nulla deve aggravare la situazione già pesante e intollerabile. Facciamo nostre queste angosce e cerchiamo di alleviare la fatica di questo percorso in tutti i modi. Il tumore lascia delle ferite profonde che certamente si rimarginano pur lasciando una traccia ma non devono essere aggravate anche dalla pandemia. Abbiamo la fortuna di vivere in un paese in cui non manca il benessere e la ricchezza e questa volta la dobbiamo dirottare sulla strada di chi ne ha bisogno davvero.

Marcella Mondini

Copyright 2021 - Ugi Torino C.F. 03689330011 - Privacy policy

Abc Interactive