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Da Torino a Palermo un solo Natale

Da Torino a Palermo un solo Natale


Chissà cosa accade nelle associazioni come la nostra per Natale? Chissà cosa viene organizzato per i bimbi e i ragazzi malati. Chissà a quali eventi li faranno partecipare per fargli sentire il calore di una solennità che si festeggia ovunque nel mondo, in tutti gli ospedali tra Polo Sud e Polo Nord tra l’oceano Atlantico e l’oceano Indiano. Ma che domande insensate! In fondo ovunque si fanno le stesse cose per rendere piacevoli i giorni di festa. Un mercatino, tanti pacchi, personaggi più o meno noti che vanno nei reparti a far visita ai bimbi e ai ragazzi, concerti, cori.
A Palermo, l’associazione Liberi di crescere, ha ideato la “ciocco- latta” che fa bene! Un presepe di cioccolata offerto in una bella scatola di latta con disegno e firma d’autore.
A Roma l’associazione Peter Pan ha reso il sito ancora più colorato e accattivante invitando i visitatori a partecipare al Natale dei bimbi malati facendo un’offerta o acquistando un loro oggetto.
A Torino l’UGI prosegue la tradizione del Mercatino di Natale che ogni anno migliora la propria offerta. Per non parlare della grande festa per le famiglie che si rinnova ogni anno. Ma ne parliamo in altre pagine del giornale. E questo è ciò che accade in tutte le altre associazioni.
 Chi fa tanto e chi meno, ma tutti con lo stesso intento di celebrare in qualche modo il Natale e di far sentire meno sole le famiglie dei bimbi malati. Sono anche i giorni dei sorrisi un po’ forzati, dei gesti gratuiti per la ricorrenza. Sono i giorni in cui tutti vogliono sentirsi più buoni, in cui tutti cercano il gesto speciale e memorabile che li aiuta a cancellare sensi di colpa e dimenticanze. Sono i giorni in cui la generosità si fa avanti. Così, ben vengano le feste con giochi, scenette, musica, cori, dolci e cri-cri, panettoni e spumanti. Ben vengano queste associazioni che spendono tutte le loro energie per strappare sorrisi e offrire distrazioni ai bimbi e ai ragazzi malati. Da Palermo a Torino, non ci sono differenze. Chi con raccolte, chi con lo stare insieme, chi costruendo palline per l’albero, chi cantando.
Apre il cuore ascoltare la canzone “Palle di Natale” che si trova sul sito d’associazione Bianca Garavaglia di Busto Arsizio, www.abianca. org/cause/palledinatale. È il racconto di un Natale diverso, vissuto in una corsia di ospedale, vissuto con l’angoscia di una diagnosi di tumore, vissuto con la forza e la caparbietà di chi vuole solo un Natale normale, ma alla fine un Natale vissuto anche con allegria e voglia di stare insieme.
Eppure a noi tutti piacerebbe che fosse Natale tutti i giorni dell’anno. Non per avere i regali, non per le feste e le leccornie, non per le luci e lo scintillio ma per l’attenzione che non dovrebbe mai venir meno. Non esiste solo il mese di dicembre per accorgersi che a pochi passi da noi esistono persone piccole e grandi che combattono una guerra fatta da molte dure battaglie. L’attenzione è dovuta, ma non è scontata. La condivisione è faccenda difficile e per pochi, ma non per questo deve essere abbandonata.
Perché allora non provare a stare con loro non per carità ma con attenzione sensibile? Perché non provare a stare per uno solo di questi giorni in una corsia di ospedale, solo per provare cosa significa condividere un albero di Natale con altre “stanze”; solo per sapere cosa significa stare a letto tutto il giorno guardando una flebo e aspettando il passaggio di qualcuno che si accorga di noi? Perché non provare a mettersi nei panni dei genitori che attendono la “buona novella” e dei bambini che aspettano che Gesù Bambino si faccia vivo sotto forma di dimissioni e di guarigione? Perché non mettersi nei panni dei medici che devono dare notizie, devono sostenere e curare, visitare e accogliere visi tesi, lacrime e sofferenza? Anche loro vorrebbero un Gesù Bambino che svuota il reparto e che regala guarigioni. Ma Gesù Bambino questo non fa, non può farlo, sono cose degli umani e non del Cielo, ma per tutti è Natale e per tutti ricomincia un nuovo anno con le stesse attese e le stesse speranze e noi tutti con l’attenzione e la condivisione facciamo in modo che ci sia per tutti una rinnovata energia.
Per dirla con Gianni Rodari “Voglio che oggi non pianga nel mondo un solo bambino, che abbiano lo stesso sorriso il bianco, il moro, il giallino” (Lo Zampognaro). 

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