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DAL VENEZUELA A CASA UGI

DAL VENEZUELA A CASA UGI


Il viaggio della speranza
Il Venezuela si trova al nord dell’America del sud e conta circa 32 milioni di abitanti. E’ un paese bellissimo con una grande varietà di paesaggi: si va dalla foresta pluviale al mar dei Caraibi, al “salto Angel” la cascata più alta del mondo, dalla giungla al deserto; differenti climi e una natura affascinante e rigogliosa.
Questo è l’affascinante aspetto esteriore del Paese, la realtà è tutt’altro che rosea. Le notizie che arrivano dal Venezuela parlano di povertà, di code infinite per comperare il pane, di disperati che frugano nell’immondizia, di famiglie intere che vivono in condizioni che fino a pochi anni fa erano impensabili. Si parla di un Paese attraversato da una grave crisi sociale ed economica.
Lo dicono i numeri. Secondo un recente studio la popolazione che consuma uno o due pasti al giorno è salita al 32% rispetto all’11% di tre anni fa. Per la Caritas il 52% dei cittadini vive in estrema povertà e i bambini sono tra le maggiori vittime di questa insana situazione. Molti di essi, inferiori all’anno di età, sono deceduti a causa di mancanza di medicine, di macchinari e di controlli necessari, le strutture non sono adeguate e c’è carenza di antibiotici.
L’attuale presidente Maduro, designato dal suo predecessore Chavez, si è trovato costretto a far fronte alle scelte del suo precursore, che aveva già fortemente indebitato il Paese. Il crollo del prezzo del petrolio ha influito sulla crisi economica; il Venezuela fonda infatti il 95% della propria economia sulla produzione e sulla vendita del greggio, le cui quotazioni sono molto calate in questi ultimi anni. Oggi la situazione è drammatica e l’ondata generale di povertà colpisce i benestanti e le classi più disagiate. Maduro ha fatto ricorso alle riserve di Stato per ridurre il debito ed avviare una qualche forma di ripresa, ma non è stato sufficiente a ridare fiducia alla società.
Così molti cittadini hanno iniziato a lasciare il paese per cercare lavoro e migliori condizioni di vita, lontano anche dalle bande criminali che infestano il Paese. L’Europa e l’Italia, dove già abitano da anni famiglie venezuelane, sono mete ambite: a Casa UGI risiedono alcune famiglie venezuelane che hanno i figli in cura presso il reparto di oncologia pediatrica del Regina Margherita.
Come mai sono arrivate fin qui? E come fanno a sostenere gli alti costi della cura? Tutto ha origine da un accordo tra la Regione Piemonte e la Compagnia del petrolio venezuelana, accordo voluto per la cura di alcune patologie infantili. La Petròleos de Venezuela (PDVSA Petróleos de Venezuela, S.A è la compagnia petrolifera statale venezuelana) fino ad ora, ma con molte difficoltà economiche, si fa carico da anni delle spese per le terapie e le cure dei bambini affetti da tumore pediatrico e partecipa anche alle spese di soggiorno della famiglia. Grazie a questo accordo molti bambini sono passati da Casa UGI e continuano ad arrivare benché le difficoltà economiche del loro paese iniziano a minacciare anche questa possibilità di salvezza.
Non è facile, anche se in alcuni casi ci si sente dei privilegiati, lasciare casa, amici, parenti ed abitudini per andare così lontano... e lontano si porta la speranza. Un viaggio difficile con un figlio malato gravemente, che ha bisogno di terapie e di tanto tempo per farle. Le mamme si aiutano l’un l’altra, si scambiano consigli, mentre affidano i figli e tutte le speranze nelle mani dei medici. Come si trovano a Casa UGI? La domanda fa sorridere, ne dicono bene, che i medici sono molto gentili e professionali, che si sentono al sicuro. Una di loro è qui da quattro anni, ed ora le cose vanno meglio: il figlio è nella fase di mantenimento e presto ne sarà fuori. Sentono la mancanza della famiglia, ma sono contenti perché tutti i sacrifici affrontati e le difficoltà della lontananza sono serviti a qualcosa.
Tutte le famiglie dicono di trovarsi bene, apprezzano molto la presenza dei volontari che diventano per loro amici e confidenti temporanei, indispensabili in alcuni momenti di sconforto, portatori di allegria e serenità nel tempo dei laboratori e delle iniziative che vengono proposte. Ogni piccolo gesto di attenzione è come un balsamo capace di rimuovere per un po’ la paura e la tristezza. I laboratori ludici per i figli sono un grande aiuto per trascinarli lontano dalla malattia e per distrarsi, una situazione in cui si stringono amicizie, si sta in compagnia, si impara qualche cosa, si scoprono competenze e passioni nascoste. Ma ciò che conta soprattutto è che si sentono fortunati ad essere qui, perché così hanno potuto dare un senso alla speranza e si sentono riconoscenti verso il governo venezuelano perché ha permesso tutto ciò.
 

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