Infermiere pediatriche domiciliari

ELISABETTA CASTRO


DALLE CURE PIU’ UMANE ALLA CONTINUITA’ DELL’ASSISTENZA TRA OSPEDALE E TERRITORIO: ECCO I VANTAGGI DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE INFERMIERISTICA

Un progetto di Assistenza Domiciliare Infermieristica incentrato su due temi fondamentali: l’umanizzazione delle cure e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
Le finalità di tale progetto sono, infatti, ridurre il disagio psicologico dei giovani pazienti, garantire un insieme di prestazioni mediche, infermieristiche e riabilitative e agevolare e velocizzare gli accessi ambulatoriali in ospedale. Un progetto realizzato in stretta collaborazione con il servizio di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e nato in seguito a diverse riflessioni sull’importanza dell’accesso in ospedale, considerato come un evento che non deve mai essere trascurabile e che, se possibile, deve essere limitato in modo che il paziente oncologico e la sua famiglia possano sentirsi il meno possibile lontano dalla vita di sempre e patiscano il meno possibile i traumi che le cure e le terapie possono provocare.
Elisabetta Castro è la responsabile del gruppo infermieristico del Servizio di Assistenza Domiciliare.

Da quanto tempo è attivo il Servizio di Assistenza Domiciliare?
Il servizio è iniziato il 6 maggio 2019 e ha coinvolto inizialmente due infermieri del dipartimento di Oncoematologia pediatrica del Regina Margherita ed è pertanto rivolto a pazienti affetti da patologie oncoematologiche. Vengono arruolati dal servizio sia pazienti in fase di cura attiva, sia pazienti fuori terapia che devono continuare i controlli.

Quali sono i vantaggi per i piccoli pazienti e i loro famigliari?
Tra i numerosi vantaggi del servizio possiamo sicuramente riscontrare un aumento della compliance dei pazienti grazie all’ambiente familiare più confortevole per il bambino. Le famiglie sono soddisfatte del servizio perché viene agevolata notevolmente la gestione familiare; in particolare, nel caso di famiglie con più figli, il servizio permette di riuscire a frequentare la scuola anche nei giorni in cui è previsto il prelievo. Inoltre, il numero di accessi in ospedale diminuisce grazie anche all’introduzione della tele-visita da parte dei curanti. Nel caso in cui sia richiesta la visita da parte del medico, i tempi di attesa vengono comunque ridotti poiché il paziente accede in ambulatorio solo per il tempo necessario, essendo già stati refertati e visionati gli esami eseguiti a domicilio. Inoltre, con il verificarsi dell’emergenza Covid 19, a partire da marzo 2020, è stata possibile una migliore organizzazione ambulatoriale evitando gli affollamenti e i contatti tra i vari nuclei familiari.

Ci può spiegare quali sono i vantaggi per il personale infermieristico?
Sicuramente i vantaggi del servizio hanno un impatto positivo sia per il personale presente in ambulatorio, che si trova a dover gestire un minor numero di pazienti con conseguente riduzione dei tempi di attesa e di carico di lavoro, sia per il personale dei due reparti coinvolti, quindi l’onco-ematologia degenza e il centro trapianti midollo osseo che, seguendo una rotazione di quattro settimane, hanno la possibilità di variare la routine lavorativa.
Inoltre, durante le settimane in cui sono addetti al servizio domiciliare, gli infermieri seguono un orario di lavoro ambulatoriale e non suddiviso su tre turni. Il servizio è rivolto a pazienti che non presentano particolari criticità dal punto di vista clinico e, quindi, gli infermieri ritrovano alcuni pazienti conosciuti durante la fase di cura in ospedale che sono cresciuti ed in buona salute. Quest’ultimo è sicuramente un aspetto molto apprezzato dagli operatori che, di solito, in reparto sono a contatto con i pazienti nei momenti più impegnativi che accompagnano il loro percorso di cura; in questo modo, invece, hanno la possibilità di verificare i risultati soddisfacenti dei recenti protocolli terapeutici.

Come è organizzato il servizio, ci raccontate una giornata tipo?
A partire dalle 8 del mattino, c’è sempre un infermiere, a turno, che si occupa di identificare i pazienti, presenti nelle liste di lavoro del DS di Oncoematologia e del DH Oncoematologico, che possono essere presi in carico a domicilio; sarà lui ad arruolarli nel progetto tramite presa in carico con consenso e colloquio e sarà sempre lui a partecipare alla riunione di équipe, con il personale medico e infermieristico dell’ambulatorio, per organizzare il planning del giorno successivo ed infine iniziare a programmare l’ordine degli accessi, in base all’ubicazione del domicilio o di altre necessità, come, ad esempio, l’orario di ingresso a scuola.
Nel frattempo, gli altri infermieri, che hanno preso servizio a partire dalle sette, si recano, con le vetture messe a disposizione dall’Azienda Ospedaliera, a domicilio dei pazienti per le varie procedure che vanno dai prelievi alle medicazioni del catetere venoso centrale ed altro. Al rientro in ospedale, dopo aver recapitato le varie provette al centro di smistamento per i laboratori, si ritroveranno nuovamente in ambulatorio per la preparazione dei kit personalizzati con il materiale necessario per ogni paziente da cui si andrà il giorno seguente.

Quanti pazienti al giorno usufruiscono di questo servizio?
La media dei pazienti seguiti giornalmente è di circa dieci/ dodici.
Questi, in genere, sono distribuiti su un territorio che comprende l’intera città di Torino con i comuni della prima cintura, comprese le diverse case di accoglienza quindi Casa UGI, Casa OZ, SERMIG Arsenale dell’Armonia a Pecetto e Casa CILLA.

Roberta Fornasari

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