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Fabio Loris Barcella

Fabio Loris Barcella


Gedeone il clown di Casa UGI

Fabio Loris Barcella ha in arte il curioso nome di Clown Gedeone; leggiamo direttamente le sue parole che ben ci chiariscono il perché della scelta: “Il mio nome nasce da uno spettacolo che avevo visto dal titolo Giona nella balena. Gedeone, personaggio biblico, era uno dei protagonisti e faceva morire dal ridere”.
Fabio ha oggi cinquant’anni e trenta di questi sono stati totalmente dedicati alla clownerie, ossia, come lui stesso afferma, all’arte di fare il clown un po’ ovunque: nelle feste, al circo, in teatro e in strada. Ha assimilato importanti insegnamenti da Bano Ferrari fondatore dei Barabba’s clowns di Arese; cresciuto alla scuola della famiglia del circo dei Colombaioni; annovera poi la scuola di magia presso il Circolo Amici della magia di Torino di cui supera l’esame nel 2011; la scuola di circo multidisciplinare presso TeatrAzione di Torino; la scuola di Trampoli presso TeatrAzione di Torino; il seminario “Clown identità comica del corpo” tenuto da André Casacca; il seminario sul sensibile di Gerardo Mele: insomma il nostro artista si difende bene con trampoli, giocoleria, acrobatica e affini.
Si racconta appassionato di clownerie sin da bambino, e questa passione lo caratterizza quando, chiacchierando, afferma: “Sarebbe una eresia finire di studiare quest’arte”. Del circo ama oggi ogni aspetto: “La pista e il profumo della segatura, gli artisti che si cimentano e tutto il lavoro che non si vede.”
A testimoniare il suo amore ci sono anche tre libri da lui scritti e pubblicati dal 1998 al 2012, intitolati rispettivamente: “Noi clown e voi”; “Il clown, una vita piena d’amore”; “Fare ed essere clown”. Un DVD dal titolo: “Il clown con il cuore”, in cui si trovano i grandi segreti che danno vita alla magia del sorriso. Tutto ciò non basta, ha saputo trasmettere la sua predilezione per il settore a sua figlia di tredici anni che volteggia già sul trapezio e tra i tessuti… quale altra prova serve dell’impronta paterna.
Ancora, se il resto non fosse sufficiente, a settembre Fabio aprirà a Settimo Torinese con tre suoi collaboratori, Patrizia, Alessandra e Tonya, una scuola di Circo che insegnerà le discipline personali circensi.

Fabio, com’è arrivato il Circo in Casa UGI?
Il progetto ci è stato proposto inizialmente dal CONI che ha contattato la mia collega Alessandra e me, a marzo. Noi abbiamo deciso di accettare il progetto perché la cosa ci piacque molto, ma contemporaneamente decidemmo di adattarlo alle necessità e al divertimento dei ragazzi e dei genitori ospiti in questa struttura: abbiamo chiesto loro di partecipare tutti insieme a 10 incontri programmati ed è stata una formula vincente!

Quali discipline avete proposto loro durante questa nuova attività?
Il tema veniva cambiato ogni volta e, riassumendo brevemente, abbiamo coinvolto i partecipanti con la giocoleria, usando le palline, le clave, i cerchi; con l’insegnamento del trucco libero da clown; abbiamo impostato le gags con le sberle finte, le cadute senza farsi del male; abbiamo insegnato ai bambini a fare sculture con i palloncini. Addirittura a qualcuno siamo riusciti ad insegnare la rola vola.

Dove tutto questo?
In sala giochi a casa UGI; e ti dico che la partecipazione era così vissuta che i 50 minuti di attività diventavano quasi sempre due ore con una soddisfazione personale e dei miei collaboratori davvero totale. Il Circo piaceva ed era apprezzato, fantastica cosa.

Quindi potrebbe continuare...
Certo che sì! Anzi già è stata decisa la continuazione e da luglio è iniziato il nostro nuovo, molto ambizioso, progetto volontario.

Potresti anticiparci qualche notizia?
Sicuramente sì. Vogliamo mettere insieme uno spettacolo circense vero, i cui attori saranno i bambini, i ragazzi, i loro genitori, i volontari e coloro che, in qualche modo legati all’UGI, desiderino partecipare. Faremo tutto da zero, inventando le scenografie, i costumi, i trucchi; cercheremo la musica e costruiremo strutture di spettacolo elementare tutti insieme. Il Circo a Casa UGI!

Il Circo richiede uno spazio adatto per essere spettacolarizzato nella sua veste finale, quindi dove?
Per lo spettacolo finale ci sarà per noi il Palazzetto Le Cupole di via Artom.

I tempi per tutto questo lavoro?
Noi puntiamo a dicembre, per il Natale. Ti anticipo che se il risultato generale fosse buono, vorremmo presentare i numeri di questo Circo UGI in seguito anche in altri luoghi. Sono fiducioso, so che riusciremo; lavoriamo allo spettacolo anche in modo che i protagonisti dei vari numeri siano intercambiabili, perché potrà capitare che qualche bambino, finite le cure, torni a casa sua con la famiglia.

Ci puoi dare qualche anticipazione riguardo alle vostre modalità di lavoro?
Si susseguono numeri diversi, slegati uno dall’altro; verranno interpretate le figure del mago, del trasformista, del giocoliere, del cantante, del ballerino. Ci sarà anche una bambina che farà il domatore di leoni… il leone sarà un volontario. Da settembre si lavorerà a pieno ritmo anche per l’organizzazione meno immediata, vedi la scenografia e i costumi. Sono certo di una cosa: il Circo deve essere gioia e divertimento e questo è lo scopo. Non ci sarà l’ansia da prestazione, ma soltanto voglia di divertirsi con molta serenità.

Gli ospiti di Casa UGI hanno legato bene con te?
Sicuramente, pensa che un bambino della Casa quando mi vede mi esorta a giocare a “chiapparella” e io corro per quasi un quarto d’ora per cercare di prenderlo cadendo o sbattendo contro qualcosa in maniera che lui si diverta.

Dimmi, dove fate le prove e quale materiale usate?
Le prove sono in sala giochi e il materiale viene fornito da me e dalla mia collega Alessandra, si tratta di materiale della nostra scuola.

Vorrei concludere con un ricordo, cioè la tua simpatica partecipazione al Salone del Libro come clown Gedeone, allo stand UGI.
Ah è stato difficile entrare al Salone con i trampoli. Per motivi di sicurezza sono stato giustamente controllato e una volta entrato sono rimasto tutto il pomeriggio davanti allo stand UGI sui trampoli. E tutti si chiedevano come io riuscissi a stare tanto tempo lassù senza stancarmi. Divertente no? Per Casa UGI questo ed altro. 

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