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FORTNITE E LA BATTAGLIA REALE

FORTNITE E LA BATTAGLIA REALE


GIOCOSAMENTE è una rubrica creata dai ragazzi di UGI Onlus, dedicata a raccontare il mondo dei giochi agli adulti, nel tentativo di far capire loro in cosa consista, come mai ci giochino e perché sia così appassionante passare il tempo in questo modo. Il gruppo redazionale che ha reso possibile questo articolo è formato da Antonio, Andrea, Alberto, Lorenzo e Stefano. 

Fortnite è quel gioco di cui i genitori sentono parlare male da tutti i fronti, ma cosa sanno i genitori di questo videogame? Come sempre il fornito gruppo di piccoli speaker radiofonici ha dato una descrizione ed un commento su questo prodotto. E, contrariamente a quello che si può pensare, non è stato assolutamente gentile.
Partiamo dalle basi: Fortnite è un gioco “sparatutto” in terza persona e, in alcune delle sue modalità di gioco, viene considerato un Sandbox. Con questo termine si intende un videogioco che mette a disposizione numerosi strumenti e possibilità ai giocatori senza imporre obiettivi da raggiungere, ma lasciando libero spazio all’inventiva del giocatore anche per modificare lo spazio di gioco. Fortnite è un sandbox perché oltre a sparare ai nemici che si parano di fronte permette anche la creazione di edifici nei quali è possibile trovare rifugio. Su sparatutto invece non spendiamo parole, in quanto termine abbastanza intuitivo.
Fortnite può essere giocato in diversi modi, ma il maggior successo è della Battle Royale, ovvero quella modalità di gioco dove tutti, armati di tutto punto, devono sconfiggere gli avversari fino a che non ne rimane solo uno. Tutto questo va ovviamente fatto in un tempo limitato (anche perché, se no, la sfida rischia di durare in eterno). In Fortnite 100 giocatori si affrontano su un’isola deserta, con il grande obiettivo di sopravvivere alla mattanza.
Cosa si vince? Niente, a parte un po’ di gloria dimenticata in brevissimo tempo. Ma si acquisicono dei crediti utilizzabili all’interno del gioco. Questi permettono l’acquisto di una quantità considerevole di beni all’interno del gioco come vestiti, estetica per le armi, paracaduti, picconi e, non ci crederete, ma anche balletti per la vittoria, nel raro caso in cui si vinca la Battle Royale.
Un altro modo di acquisire i crediti all’interno del gioco è pagarli con denaro reale, vera fonte di reddito per un gioco il cui download è gratuito. Questo aspetto lo rende appetibile ad una grande numero di fruitori spalmato su tutte le fasce d’età, coinvolgendo i bambini dai 6 anni agli adulti.
Fino a qui vi abbiamo dato dei dati generici relativi al gioco, per farvi capire di cosa si tratta, ma per capire appieno la potenza di quest’ultimo vi diciamo che nel 2020 i giocatori di Fortnite hanno raggiunto i 350 milioni di giocatori, portando gli introiti totali di questo gioco a 3 miliardi di dollari nel 2018 (fonte epicgames.com)
Alla luce di questi dati i nostri giovani redattori si sono scoperti estremamente critici nei confronti di Fortnite, gioco immotivatamente violento per un ragazzino e nel quale, al suo interno, si assistono ad episodi di nonnismo: è diventato virale il video di un ragazzino truffato da un ragazzo più grande per ottenere i suoi oggetti; nella parte finale del video il più piccolo chiama la madre per difenderlo e lei inizia ad insultare quello più grande, in un tripudio di ignoranza videoludica. Inutile dire che tutti i nostri redattori sono allineati nell’affermare che i bambini sotto una certa soglia di età (sicuramente sotto i 13 anni) non dovrebbero utilizzare questo gioco per varie ragioni, ampiamente riassunte nell’esempio di sopra.
Questo tipo di videogames deve essere giocato con assoluta consapevolezza, soprattutto alla luce del fatto che l’intrattenimento viene spesso ignorato da una community di giocatori maggiormente legata alla competizione e all’esibizione. Si consiglia a tutti i genitori di seguire il proprio figlio nel momento in cui si approccia a questa realtà videoludica, per mantenere il più possibile alto il livello di attenzione.  
 
Pierpaolo Bonante

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