Se è ormai riconosciuta la rilevanza delle associazioni di volontariato nel sistema di welfare e nella vita delle comunità locali; è altresì noto che questi enti, a differenza delle società con scopo di lucro, esistano ed operino esclusivamente grazie alle erogazioni liberali ricevute da sostenitori, donatori e aziende. Donare a un’associazione del terzo settore comporta contribuire attivamente alla costruzione del benessere collettivo, fornendo risposte concrete ai bisogni sociali, altrimenti non coperti dallo Stato. Il contributo dei donatori diventa, quindi, uno strumento di partecipazione civica e di responsabilità sociale condivisa a cui tutti siamo chiamati. Lo Stato riconosce e promuove questo valore sociale e prevede specifiche agevolazioni fiscali per incentivare le erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore.
Il Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017), che ne disciplina l’attività, ha riformato il sistema di incentivi fiscali destinati a cittadini e imprese che sostengono le associazioni non profit. Per le persone fisiche, la normativa prevede due possibili modalità di agevolazione fiscale alternative tra loro. La prima consiste in una detrazione dall’imposta lorda pari al 30% dell’importo donato, fino a un massimo di 30.000 euro annui. La percentuale sale al 35% nel caso di donazioni effettuate a favore delle organizzazioni di volontariato (ODV). In alternativa, il donatore può scegliere di dedurre la donazione dal proprio reddito complessivo per un importo non superiore al 10% del reddito dichiarato. Se la deduzione supera il reddito complessivo dichiarato, l’eccedenza può essere riportata nei periodi d’imposta successivi, fino al quarto anno. Un ulteriore strumento di sostegno con cui i privati possono contribuire al sostentamento di una associazione di volontariato è rappresentato dal 5×1000, attraverso il quale i contribuenti possono destinare una quota della propria imposta sul reddito a favore di enti del terzo settore iscritti negli appositi elenchi. Pur non trattandosi di una donazione in senso stretto, questo meccanismo costituisce una forma importante di finanziamento per molte organizzazioni.
Affinché le donazioni possano beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge, è necessario rispettare alcune condizioni formali. In particolare, le erogazioni devono essere effettuate con strumenti di pagamento tracciabili, come bonifici bancari o postali, carte di credito, carte di debito o assegni bancari. Sono esclusi i versamenti effettuati in contanti. Inoltre, il beneficiario deve essere un ente del terzo settore regolarmente iscritto nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) o comunque tra i soggetti per i quali la normativa prevede espressamente il regime di favore. È molto importante che il sostegno del cittadino sia continuo e costante; ciò è persino più importante per un’associazione di ricevere sporadiche, seppur uniche ed ingenti donazioni: solo, infatti, grazie a una moltitudine di erogazioni liberali ripetute nel tempo l’associazione potrà stabilire una progettualità anche nel lungo periodo, garantendo una sua continuità assistenziale ed operativa.
