1. Giornale UGI
  2. I vaccini hanno salvato milioni di vite

Scarica il giornale UGI

I vaccini hanno salvato milioni di vite

I vaccini hanno salvato milioni di vite


Con benefici che sono notevolmente superiori ai rischi.

La professoressa Silvana Martino è la responsabile del Centro di Immunologia-Reumatologia dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

Dottoressa, può spiegare che cosa significa la parola “vaccino”?
«Il vaccino è un preparato biologico costituito da microrganismi uccisi o attenuati, da antigeni, da sostanze prodotte da microrganismi e rese sicure, oppure ancora da proteine ottenute con ingegneria genetica».

Come funziona? E se una persona decide di farne a meno che cosa accade?
«I vaccini evocano, dopo la loro somministrazione, una risposta immunologica, simile a quella causata dall’infezione naturale, ma non causano la malattia. Infatti il sistema immunitario ha la capacità di sviluppare la memoria immunologica, di ricordare così quali organismi strani hanno attaccato il corpo e di produrre in fretta gli anticorpi necessari all’occorrenza, per contrastare l’agente infettante. Senza la vaccinazioni il corpo può impiegare anche 15 giorni per produrre anticorpi efficaci ed in questo tempo il microrganismo può causare danni».

Quale dovrebbe essere la percentuale di bimbi vaccinati e qual è la percentuale di minori vaccinati in età prescolare?
«L’OMS fissa la percentuale di bimbi vaccinati almeno al 95% per garantire una protezione adeguata all’intera popolazione. Tale copertura vaccinale conferisce inoltre quel che si chiama “immunità di gregge”, che significa che le persone non vaccinate non possono contrarre malattie perché tutte le persone con cui vengono a contatto sono vaccinate e non possono trasmetterla. I dati ci dicono che in Piemonte e in Basilicata la percentuale di bambini vaccinati in età prescolare è dell’87-92, in Calabria e Sicilia meno del 71%, in Campania 71-76%, in Puglia e Lazio 76- 82%.»

Nel tempo queste percentuali sono cambiate, di quali dati possiamo oggi disporre?
«Il dato è allarmante: vengono vaccinati sempre meno bambini. Ecco alcuni dati di facile confronto, resi pubblici dal Ministero della Salute. Parliamo della prima dose della vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia che nel 2013 era somministrata in percentuale del 90,35%, scesa nel 2014 all’86,74%, a livello nazionale. I dati riferiti al 2014 indicano una vaccinazione per la varicella del 36,62%».

Esiste un piano nazionale di prevenzione vaccinale?
«Sì, esiste ed è stato approvato in conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio 2017, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale numero 41 del 18 febbraio 2017. Esso prevede di armonizzare le strategie vaccinali al fine di garantire alla popolazione, indipendentemente dalla residenza, dal reddito, dal livello socio-culturale i pieni benefici della vaccinazione intesa come protezione individuale e prevenzione collettiva. Sempre secondo questo piano nazionale tutti i cittadini hanno diritto a usufruire gratuitamente, secondo la calendarizzazione prevista (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017, pubblicato su Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2017)».

Quali sono le vaccinazioni obbligatorie e gratuite oggi?
“Sono 12: antidifterica, antitetanica, antipolio, antiepatite virale B, antipertosse, anti-haemophilus influenzae B, antimorbillo, antiparotite, antirosolia, antimeningococcico C, B, antivaricella”.

Quali motivazioni vengono addotte dai genitori per non vaccinare i propri figli?
«Molti genitori sono spaventati dalla propaganda contro i vaccini, in nome di un fantomatico legame con l’autismo e altre patologie autoimmuni, nonché dalla presenza di tutta una serie di veleni non ben identificati dagli stessi genitori».

Cosa dice oggi la normativa riguardo ai vaccini obbligatori?
«Il Ministero della Salute ha emanato il 10 giugno 2017 a Regioni e Province autonome, una circolare per le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto legge sui vaccini. Secondo questa circolare bisogna rendere obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico coprendo il 95% della popolazione infantile. Sempre secondo la legge per il recupero dei minori non vaccinati da 0 a 16 anni l’Asl è obbligata a far partire una comunicazione alla famiglia come primo step. Sono previste quindi sanzioni e in ultimo una segnalazione al tribunale dei minori, se decorso il termine il non adempimento rimane. Dal 14 giugno è attivo il numero telefonico 1500 che informa sulle novità introdotte dal decreto vaccini, attraverso medici del dicastero».

I bimbi che provengono dagli attuali flussi migratori come vengono controllati?
«L’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo ECDC (Centro europeo per la prevenzione delle malattie) hanno sottolineato l’importanza di garantire ai migranti, ai rifugiati, ai richiedenti asilo politico, un adeguato accesso alle vaccinazioni. Se manca la documentazione scritta che attesti l’avvenuta vaccinazione il soggetto viene testato per il titolo di anticorpi e quindi considerato suscettibile o immunizzato».

Sul morbillo, tema che è stato in questi mesi a lungo discusso, c’è un punto base da cui partire?
«I dati di copertura vaccinale nei confronti di morbillo e rosolia sono passati dall’85% del 2015 all’87% nel 2016. La copertura ideale del 95% è lontana. Agli inizi del 2017 è partita una epidemia di morbillo che ha causato più di 2700 casi manifestatisi anche tra gli adulti. Questo ha trasmesso un segnale forte di attenzione a tutti».

I vaccini non sono stati forse un bene per l’umanità?
«I vaccini da quando sono stati scoperti in ambito medico hanno salvato milioni di vite e contribuito all’eradicazione di malattie mortali, prima fra tutte, il vaiolo. Succede che tanti o non sanno o non ricordano quanto fossero terribili le malattie prevenute dalle vaccinazioni! Non ho dubbi sull’utilità dei vaccini dal momento che i benefici sono notevolmente superiori ai rischi». 
 

Copyright 2021 - Ugi Torino C.F. 03689330011 - Privacy policy

Abc Interactive