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I VALORI DEL TERZO SETTORE

I VALORI DEL TERZO SETTORE


Spigolando tra vari articoli che trattano della riforma del Terzo settore del 2017, ne emerge uno (Corriere della sera del 19 aprile 2022) che sottolinea il fatto che questa riforma ha il merito di aver dato un profilo giuridico e istituzionale. Ma ciò che ancor più ci può interessare è il fatto che pone l’accento su alcuni punti di grande interesse. Tra questi risalta il fatto che il TS venga inteso come una forma organizzativa della società civile che si colloca all’interno della nostra Costituzione rivolto a perseguire la solidarietà. Quindi la valorizzazione del TS come mercato qualificato della welfare society, distinto da quello che risponde al fine di lucro. Ciò significa che emerge il fatto che il TS ha delle sue caratteristiche che lo contraddistinguono ma che non possono omologarlo agli altri operatori di mercato. Ciò che fanno le associazioni del TS non è mai discriminante verso gli altri operatori in quanto l’obiettivo è quello di rafforzare il welfare di una comunità. Infatti proprio con le sue attività senza fine di lucro arricchisce, integrandola, l’offerta di servizi e interventi a protezione dei diritti delle persone. Il TS quindi realizza servizi alleggerendo il carico sulla finanza pubblica e redistribuisce.
Al Forum nazionale del Terzo Settore è stato affermato che “Il Terzo settore è un ingrediente fondamentale e imprescindibile delle comunità. La sua esistenza non è un incidente della storia, l’esito del fallimento dello Stato o del mercato, ma è il frutto della naturale socialità delle persone nelle comunità umane, e quindi della propensione delle persone di mutualizzare i propri bisogni e le proprie potenzialità, per costruire in questo modo soluzioni collettive ai problemi individuali, trasformandoli in strategie di sviluppo sociale comunitario”.
Anche il Ministero del lavoro ha riconosciuto il ruolo del Terzo settore, la sua capacità di stimolo per le istituzioni, nel segno di un’alleanza con lo Stato per raggiungere obiettivi di sostenibilità ed eguaglianza sociale.
Ciò che ancor più stimola l’interesse è il tema del volontariato. La Consulta aveva affermato che il volontario è persona chiamata ad agire non per calcolo utilitaristico o per imposizione di un’autorità, ma per libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa, ispirandosi al principio della gratuità. E ancora il volontario viene descritto e valorizzato non solo come modalità di impegno individuale e collettivo, ma come luogo nel quale si apprende e si rafforza la capacità di programmazione, intervento e trasformazione istituzionale del Paese.

Marcella Mondini

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