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IL LABORATORIO DI VIDEOMAKING

IL LABORATORIO DI VIDEOMAKING


L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE VISIVA
 
Il laboratorio di videomaking è uno dei numerosi e importanti laboratori che l’UGI dedica ai suoi ragazzi, ma è soprattutto una splendida opportunità! Avete mai riflettuto sul fatto che l’immagine è la più antica forma di comunicazione e che il linguaggio visivo ha preceduto lo sviluppo delle lingue e accompagna l’uomo sin dalla sua comparsa? Il termine videomaker, se tradotto letteralmente, vuol dire “colui che fa i video” e credo che, ormai, tutti sappiano quanto diffusa sia questa pratica, basta pensare a YouTube, ai social, al web insomma. Chi di noi non ha mai navigato in internet guardando anche solo immagini o brevi video alzi la mano. E’ altresì innegabile, però, che questo tipo di comunicazione oggi sia spesso caratterizzata da una condizione di vacuità, di assenza di significato; se ci fermassimo a riflettere, infatti, noteremmo immediatamente che siamo sommersi da tantissime immagini e video totalmente inutili.
Ecco perché ho parlato di splendida opportunità: Marco Roatta insegna e fa capire ai nostri ragazzi l’importanza di dare significato a quello che stai facendo, spostando l’attenzione dal gesto al pensiero. Marco, fotografo professionista esperto di comunicazione visiva video-fotografica, collabora con UGI da almeno due anni e mezzo; in diversi progetti è stato, infatti, di gran supporto all’amico Paolo Ranzani, direttore artistico del nostro concorso fotografico e organizzatore, con Guido Harari, di Photo Action per Torino 2020, e da circa un anno conduce in autonomia il laboratorio di videomaking. Marco saggiamente definisce questo laboratorio un corso di avvicinamento al videomaking poiché otto incontri non sono sufficienti per imparare a comunicare visualmente; per questo esistono, infatti, corsi universitari.
Questi incontri si prefiggono lo scopo di fornire ai partecipanti le basi pratiche e concettuali per leggere e comunicare attraverso il video, ma anche gli strumenti di base per avviare un proprio eventuale percorso consapevole di sviluppo espressivo. Ecco ancora una volta l’ottima opportunità: frequentare il laboratorio con Marco potrebbe avvicinare i ragazzi ad una futura professione poiché parrebbe che il mondo stia andando proprio in quella direzione. Come ci spiega Marco, infatti, nella società contemporanea il linguaggio visuale, in ogni sua forma, ha assunto un’assoluta centralità nei processi della comunicazione umana; oggi saper comunicare attraverso un video dà immediatezza al messaggio e trasmette fiducia in chi lo guarda. Lo sviluppo tecnologico e la diffusione dei social hanno favorito un incremento enorme della comunicazione visuale non intermediata che non ha precedenti nella storia.
L’immagine dinamica, ossia il video, è lo strumento comunicativo che maggiormente si è sviluppato negli ultimi anni. Colpisce molto ed è ammirevole, però, che nonostante la velocità con cui procede il mondo in cui viviamo, Marco si sia preso tempo per concentrarsi su due concetti fondamentali da trasmettere ai ragazzi: prima del come il perché. E’ fondamentale far capire ai ragazzi che la comunicazione visuale, e quindi l’utilizzo di uno smartphone o di una videocamera, significa utilizzare uno strumento per comunicare e non solo per gratificare l’ego con i like. Diciamo quindi che la parte concettuale è più importante di quella tecnica. Per dirlo con parole sue “è il bagaglio culturale specifico che consente di comprendere quando una foto sia davvero buona e portatrice di valore; è grazie a ciò che si può sperare di sviluppare una propria visione ed una propria identità”.
La realizzazione di questo laboratorio, della durata di un anno, è stata resa possibile grazie al contributo di Fondazione CRT. Ha coinvolto una decina di nostri ragazzi che hanno partecipato alla prima e seconda sessione, ciascuna articolata in otto incontri della durata di un’ora e mezza ognuna. Il corso si suddivide in una parte teorica che, per ovvi motivi, si è svolta on-line e in una parte pratica che si svolgerà appena possibile in presenza e in cui sarà progettato e realizzato un video. Un passaggio, questo, molto importante per mettere in pratica le tecniche studiate sul piano della teoria, ma anche per dare concretezza pratica alle riflessioni concettuali. Marco, come anche i partecipanti, ora attende con impazienza che si possa proseguire in presenza per incontrare quei ragazzi che, nonostante il suo iniziale timore dovuto alla complessità della materia, all’importanza dell’inserimento di spunti di pensiero visuale senza fermarsi solo alla tecnica, gli hanno dimostrato invece di avere un alto livello di consapevolezza e di essere quindi pronti a mettere in pratica tutto quello che hanno imparato, prima il concetto e poi la pratica. Marco ci ha dato una grande opportunità: imparare a concentrarsi sull’importanza concettuale di una corretta comunicazione visiva, indispensabile soprattutto se si considera il periodo in cui viviamo; tutto va alla massima velocità e talvolta, anzi spesso, ci fa perdere di vista la fondamentale importanza di quel momento e di quel pensiero.
Roberta Fornasari

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