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Il Servizio Civile UGI.

Il Servizio Civile all’UGI


Un’opportunità per entrare nel mondo del lavoro.
A Casa UGI hanno prestato servizio civile Alessia Uleri e Giulia Merini. Un’esperienza che è stata per loro molto coinvolgente e che allo stesso tempo è stata utile per indicare qualche buona strada per il mondo del lavoro.
Chi sono le volontarie del Servizio Civile. Alessia, 28 anni, dopo la laurea triennale conseguita nella sua città natale, Sassari, si trasferisce a Torino per conseguire la laurea magistrale in Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi. Giulia ha 24 anni, abita a Vaie, in Val di Susa, ed è iscritta al corso di Tecnologie Alimentari del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari.
Perché hai scelto di affrontare l’esperienza del servizio civile? E perché proprio all’Ugi?
Alessia: “Credo che il servizio civile sia un dovere civico, è un’occasione per conoscere a fondo la realtà sociale in cui viviamo e il sostegno e l’aiuto alle associazioni di volontariato è un modo per sdebitarsi con la società. Ho scelto di affrontare l’esperienza del servizio civile e donare il mio tempo e le mie capacità per dare il mio contributo alla comunità, certa di ricevere, alla fine del servizio, anche un ritorno emotivo positivo. Non conoscevo la realtà dell’Ugi, ho scoperto l’associazione grazie al bando del servizio civile. Ho letto il progetto e ho fatto domanda per prestare servizio a Casa Ugi perché il fine era assolutamente nobile. L’idea di aiutare le famiglie e i minori malati di tumore era la scelta migliore per me in quel momento, affrontare una malattia lontano dalla propria terra e dal proprio “nido” è sicuramente un’esperienza difficile da sopportare, in aggiunta alla malattia, ma poter aver affianco persone con le quali condividere i momenti potrebbe essere una soluzione per vivere più serenamente, per quanto possibile. Prestare servizio a Casa Ugi poteva essere il modo per aiutare le famiglie ad alleggerirsi dai pesi eccessivi della vita quotidiana, ad esempio attraverso dei piccoli interventi domestici, o aiutarli attraverso la condivisione di un sorriso”.

Che cosa avete imparato durante questi 12 mesi?
Giulia: “Fin da subito sono stata ben accolta e mi sono trovata molto bene all’interno del gruppo. Durante il percorso mi hanno dato fiducia e le indicazioni necessarie per poter svolgere al meglio le mansioni assegnatemi. Ho avuto il piacere di approcciarmi anche a molti volontari di età e personalità diverse e di affezionarmi ad alcuni di loro”.
Alessia: “Ho imparato sicuramente tanto dal punto di vista umano, entri in contatto con diverse tipologie di persone, ognuna con il proprio passato e un presente ingombrante ed ognuna di loro mi ha insegnato qualcosa. Durante il servizio a Casa Ugi ho imparato a rispettare i silenzi ma anche ad assecondare la voglia di parlare, perché ogni persona ha il proprio modo di affrontare le situazioni di disagio. Ho imparato il significato di lavoro in rete, tutte le persone intorno e dentro l’Ugi collaboravano per mandare avanti una grande macchina sempre in movimento, volontari e dipendenti.

Credete che la scelta di prestare servizio civile vi darà qualche possibilità nel mondo del lavoro?
Giulia: “Al termine del Servizio Civile sono stata assunta presso l’Associazione UGI come impiegata amministrativa. Durante il colloquio mi era stato descritto a grandi linee quali sarebbero state le mansioni che avrei dovuto svolgere, ma personalmente era indifferente in quale sede sarei stata inserita perché il mio obiettivo era poter partecipare al progetto. Successivamente abbiamo valutato che per le mie caratteristiche sarei stata più idonea per i compiti all’interno della segreteria dell’Ospedale”.
Alessia: “Lavorare “dietro le quinte” di Casa Ugi, dando supporto alle segreterie, credo mi sia stato utile per maturare competenze di gestione che non si discostano tanto da quelle che sono le conoscenze che il mio percorso di studio mi offre, conciliare quindi le due esperienze sarà sicuramente un ottimo lasciapassare per il mondo del lavoro. È stato utile collaborare con tutte le segreterie, diverse tra loro per competenze, ma impeccabili nel loro lavoro, grazie alle quali ho potuto carpire preziosi consigli e buone pratiche utilizzabili in ambito lavorativo”.

Tornassi indietro, faresti la stessa scelta?
Alessia: “Sicuramente sì. Il servizio civile è ormai finito da qualche mese ma i ricordi sono ancora molto vivi, potrei dire con assoluta certezza che rifarei questa esperienza, che con i suoi lati positivi e negativi l’hanno resa unica”. Quali sono stati i momenti più difficili?
Giulia: “La parte negativa di questo percorso è stata la difficoltà a mantenere un certo distacco con alcune famiglie con cui si era creato un legame affettivo e di metabolizzare le notizie non positive riguardanti lo stato di salute dei bimbi. Nel complesso è stata un’esperienza molto positiva e la rifarei sicuramente”.
 
Che cosa è il Servizio Civile Nazionale?
E’ un’esperienza di volontariato che opera nel rispetto dei principi della solidarietà, della partecipazione, dell’inclusione e dell’utilità sociale. I volontari e le volontarie vengono inseriti in progetti formativi, della durata di 12 mesi, all’interno di enti e associazioni che operano in ambito di assistenza, educazione e promozione culturale, ambiente, patrimonio artistico e culturale, protezione civile. Il Servizio Civile offre quindi la possibilità di dedicare 12 mesi della propria vita a se stessi e agli altri: formandosi, acquisendo conoscenze ed esperienze e maturando una propria coscienza civica.

Per informazioni sul servizio civile potete rivolgervi anche a Confcooperative Torino visitando il sito: www.torino.confcooperative.it

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