UGI - Il Giornale dell'UGI - IN CAMPO DOPO LA MALATTIA: LA FORZA DI SENTIRSI SQUADRA

IN CAMPO DOPO LA MALATTIA: LA FORZA DI SENTIRSI SQUADRA

Eleonora e Francesco spiegano l’importanza di far parte della squadra UGI 100%

C’è un pallone che rotola sul campo e ci sono sorrisi, abbracci, incitamenti. Alla Partita più bella del mondo, disputata a Canale, il risultato passa in secondo piano. A vincere è soprattutto lo spirito delle squadre provenienti da tutta Italia e dall’estero. Tra queste c’è UGI 100%, il progetto che riunisce ragazze e ragazzi guariti da un tumore pediatrico, offrendo loro uno spazio in cui ritrovarsi, fare sport e condividere un’esperienza che li lega profondamente.

Tra loro ci sono Francesco Pecora, 24 anni, ed Eleonora Ricossa, 23 anni, che raccontano cosa significhi far parte del gruppo. «Per me è un progetto importantissimo», spiega Eleonora, che ne fa parte dal 2019. «Permette a ragazzi che hanno vissuto esperienze simili di passare momenti speciali insieme. Momenti che non sono paragonabili a quelli che possiamo vivere fuori da questo gruppo, perché c’è qualcosa che ci unisce molto di più. Abbiamo tante cose in comune e questo crea un legame speciale». Un legame che cresce anche grazie all’arrivo di nuovi compagni e compagne. «Piano piano stanno entrando ragazzi più piccoli e noi cerchiamo di accoglierli al meglio, facendo vivere anche a loro quei momenti belli che sono stati così importanti per noi quando siamo arrivati». Francesco è entrato nel progetto nel 2020. Per lui UGI 100% rappresenta molto più di una squadra di calcio. «Va oltre l’attività sportiva. Quello che abbiamo in comune è aver attraversato un periodo di terapia e adesso il nostro percorso continua insieme. Qui stiamo bene, siamo legati e questo dà speranza, soprattutto a chi sta attraversando un periodo difficile. È un momento di svago, ma anche di forza».

La forza della testimonianza è uno degli aspetti più preziosi del progetto. Chi arriva dopo può vedere ragazzi che hanno già affrontato lo stesso cammino e oggi conducono una vita piena.

«Magari qualcuno entra che ha appena finito le cure», racconta Eleonora. «Vedere noi più grandi, che stiamo bene, può davvero dare speranza. Si vivono periodi molto brutti, ma poi si può tornare a vivere come prima. Anzi, forse ancora più intensamente». Anche per Francesco il ritorno al calcio ha avuto un significato speciale. «Quando ho dovuto smettere di giocare per la malattia è stato davvero difficile. Venire qui mi ha ridato fiducia. Il gruppo e le amicizie mi hanno aiutato tantissimo. Ormai siamo legati da anni e ci siamo sempre gli uni per gli altri».

Oggi il gruppo conta circa venticinque giovani. Studiano, lavorano (come Eleonora e Francesco) e costruiscono il proprio futuro, ma continuano a ritrovarsi perché sanno quanto sia importante avere accanto persone che comprendano davvero ciò che si è vissuto.

Alla domanda sul sogno che portano nel cuore, Francesco risponde: «Il sogno più bello è vedere un bambino segnare un gol e vederlo esplodere di gioia. E poi continuare a giocare a calcio». Eleonora aggiunge: «Essere felice sempre e non perdere mai la grinta. Dopo quello che ho vissuto apprezzo molte più cose. Non dimenticherò mai il percorso che ho affrontato, perché mi ha fatto crescere e vedere la vita con occhi diversi». Parole semplici che raccontano l’essenza di UGI 100%: una squadra nata dalla condivisione di una prova difficile, che oggi trasforma quell’esperienza in energia, amicizia e speranza. Perché la guarigione non è soltanto la fine delle cure: è anche ritrovare il coraggio di sognare, insieme.