1. Giornale UGI
  2. LIBRI E FILM IN LIBERTA': MARZO - APRILE 2021

Scarica il giornale UGI

LIBRI E FILM IN LIBERTA: MARZO - APRILE 2021

LIBRI E FILM IN LIBERTA': MARZO - APRILE 2021


L’ASTEMIO di Ian McGuire
“Tutto è diverso, pensa, ma tutto è lo stesso. Il tempo diventa memoria, e la memoria diventa il fosso in cui anneghiamo”. Manchester, 1867. Pioggia, fumo e nebbia. La notte sembra sempre più lunga del giorno. “Dalle alte ciminiere delle fabbriche esce del fumo nero in un cielo denso di nuvole, la luce del mattino è fiacca, ripiegata, come se il giorno finisse ancor prima di cominciare”. In questa perenne notte si è immerso James O’ Connor: scappa dal suo passato doloroso, dai lutti, dall’alcool. Irlandese, poliziotto, è stato trasferito in Inghilterra per stanare e combattere i Feniani, gli indipendentisti irlandesi che insanguinano la città. “O’ Connor non beve dal suo arrivo a Manchester, anche se a volte la tentazione è ancora forte. (…) Fuma ogni giorno mezza oncia di tabacco a buon mercato e lavora più ore di quante gliene vengano pagate. Il peso che ha nel petto è più leggero che in passato, ma ne avverte ancora la pressione quando va in giro. Si sente, il più delle volte, come uno che si avventura su una corda tesa, che avanza senza scarpe, passo dopo passo, senza mai osare guardare giù”. James è un irlandese al servizio degli inglesi, e spesso si sente traditore anche di se stesso oltre che del suo popolo. I suoi connazionali lo odiano e lo vogliono morto, i suoi colleghi lo disprezzano. Nonostante questo è riuscito a crearsi una fitta rete di informatori: così si insinua tra le strette maglie della Fratellanza. La tensione cresce di giorno in giorno dopo l’ultima impiccagione di tre ragazzi feniani. E a complicare le cose, arriva dall’America Michael Sullivan, il nipote di James: un ragazzino che finora ha fatto solo pasticci, e adesso allo zio chiede lavoro e protezione. Sulla nave che lo ha portato qui ha incontrato un uomo misterioso, con una cicatrice sul viso: è sicuro che sia pronto a uccidere in nome della causa irlandese. O’ Connor è costretto a reclutarlo, così Sullivan si infiltra tra i feniani ottenendo la loro fiducia. Ma le sorprese in arrivo da New York non sono finite, o per meglio dire sono collegate. Prima di Michael ha fatto il suo ingresso in città Stephen Doyle. Irlandese – anche lui – emigrato in America a tredici anni, dove ha avuto un’adolescenza faticosa e ha combattuto la Guerra Civile nell’esercito dell’Unione. Un’orrenda cicatrice sul suo volto testimonia la ferocia delle battaglie, e la ferocia che ha fatto crescere dentro di sé. È un soldato spietato; ha deciso di convogliare tutta la sua crudeltà e la sua esperienza nella causa indipendentista: “prendere le armi contro gli oppressori”. Deve vendicare le impiccagioni e trovare le spie che le hanno permesse. Dall’Inghilterra all’America, il poliziotto e il soldato si rincorreranno per avere ognuno la propria giustizia. O’ Connor e Doyle sono uno lo specchio dell’altro, nemici e in qualche modo simili. Idealisti? Al contrario: conoscono bene il peso della realtà e il dolore che esso provoca, la sfrontata brutalità che sa gettarti addosso la vita, giorno dopo giorno. C’è chi se ne ciba con avidità, come Doyle, e chi combatte - scappando o guerreggiando - per non esserne soggiogato, come James. Un thriller alla Raymond Chandler, un romanzo storico dickensiano. Ian McGuire scava con maestria nella profonda oscurità dell’animo umano, dipingendo le atmosfere e le sensazioni cupe e taglienti dei migliori romanzieri noir. Le vicende storiche sono pretesto e sfondo, perché protagonista è l’uomo: “Tutto ciò che sapremo è questo unico momento - pensa - questo singolo adesso. Il buio ci libera, poi il buio ci riprende, e se non è la paura pura e abietta che ci fa vivere, cos’altro può essere, allora?”. Ecco per cosa lottano tutti, in fondo: qualunque sia l’accezione attribuitale, tutti vogliono la loro parte di libertà.   

ENOLA HOLMES  
Enola. Un nome strano. Leggendolo al contrario, diventa “alone”: sola. Questo è il nome che Eudora, amante dei giochi di parole, ha scelto nel 1884 per la sua unica figlia femmina, e non per cattiveria, ma come insegnamento. Essere sole vuol dire – o dovrebbe voler dire in un paese evoluto – essere indipendenti, autonome, non sottomesse all’idea di donna che la società o la cultura impongono. È una famiglia alquanto particolare, quella degli Holmes. Il padre, morto da tempo, approvava le idee rivoluzionarie della moglie. I due figli maschi sono molto diversi l’uno dall’altro. Mycroft è acuto ma tradizionalista, marmoreo nella volontà che il mondo non cambi troppo per non veder scomparire i suoi privilegi di uomo ricco. Sherlock è un investigatore famoso e ammirato, geniale e per questo a modo suo anticonvezionale. Enola è la più piccola, una ragazza bella e scompigliata, intelligente e selvaggia, decisamente fuori dagli schemi; per forza, l’ha educata la madre: niente ricamo o portamento, ma scienza, letteratura e storia, arti marziali e tiro con l’arco, chimica e – soprattutto – sviluppo del ragionamento logico-deduttivo. Ed è proprio quando la mamma scompare che Enola, sedicenne, diventa la donna che Eudora sognava quando decise di darle quel nome. La madre si dilegua all’improvviso, e la figlia è decisa a ritrovarla. In suo aiuto arrivano i due fratelli; ma a lei non sembra vogliano aiutarla. Mycroft, divenuto il suo tutore, è allibito dall’indomabile ragazza che è diventata la bimba che ricordava. Non è appropriato per una donna essere così, dunque decide di portarla alla scuola di buone maniere di Miss Harrison: il destino di una sedicenne è di sposare un uomo perbene ed essere una moglie e madre perbene, punto. Sherlock non pare essere antiquato – o meglio dire retrogrado – come il fratello. D’altra parte è un periodo di cambiamenti in Inghilterra: è iniziato un nuovo secolo, il Novecento, le donne si trasformano in suffragette, e presto la Camera dei Lord voterà per l’estensione del diritto di voto. Enola fa una scelta: restare libera, rimanere se stessa. Quindi scappa, alla ricerca della madre e di un futuro diverso da un matrimonio in corsetto e noia. Come sempre accade nella vita, un imprevisto cambierà – in parte – la sua strada. Come spesso accade, è un incontro a cambiarla: un ragazzo, il marchese Tewkesbury, anche lui fuggitivo da un futuro che non riesce a cucirsi addosso, anche lui intelligente e decisamente figlio della modernità e nemico del conservatorismo. Tra rocambolesche avventure, travestimenti, fughe e deduzioni, Enola cresce e personifica il più grande insegnamento della madre: “Il nostro futuro dipende da noi”. Tratto dagli apprezzatissimi libri young adult di Nancy Springer, il film è leggero e a tratti divertente. Criticato da molti come una “lezioncina”, incarnazione di stereotipi macroscopici, colpevole di poca caratterizzazione di Sherlock e dell’epoca storica, la pellicola ha comunque il pregio di poter accendere qualche scintilla nel pensiero del suo target. Millie Bobby Brown (famosa per Stranger things) interpreta bene la protagonista, e ovviamente ben calata nella parte è anche la bravissima Helena Bonham Carter, nei panni della madre. Guardiamolo come una storia, semplicemente, e quale che sia il peso degli stereotipi, diamo ragione al fulcro tematico del film: “Puoi prendere due strade, Enola: la tua oppure quella che gli altri scelgono per te”.
 
Erica Berti

Copyright 2021 - Ugi Torino C.F. 03689330011 - Privacy policy

Abc Interactive