LUCA STRERI

LUCA STRERI

 
Mezzopieno “QUESTA SÌ CHE È DAVVERO UNA BUONA NOTIZIA! SICURAMENTE MEGLIO CHE VEDERE IL BICCHIERE SEMPRE MEZZO VUOTO”
 
Dopo circa un anno e mezzo di pandemia, durante la quale siamo stati inondati da immagini che difficilmente riusciremo a dimenticare, da informazioni sul virus, su come sconfiggerlo, sul disastro economico che ha provocato e su come ripartire sotto tutti gli aspetti, è di fondamentale importanza essere consapevoli che il mondo è comunque pieno di belle notizie!
Di questo è convinto ormai da anni e ne è un grande sostenitore Luca Streri, fondatore del movimento Mezzopieno, che, intervistato dall’UGI, ci spiega l’importanza del pensiero positivo.

Luca, ci racconti per favore in che modo è nata la tua collaborazione con UGI?
Volentieri. Direi che è una collaborazione nata spontaneamente quando, credo quattro o cinque anni fa, ho conosciuto Pino Rizza, storico volontario UGI, che era interessato ad una mia testimonianza su Mezzopieno e la diffusione della cultura positiva. Ho partecipato quindi alla trasmissione di Radio UGI, condotta da lui e trasmessa in diretta dal reparto di Oncoematologia del Regina Margherita.
Alla trasmissione hanno partecipato anche i bambini e i genitori, è stata una bellissima esperienza; ho conosciuto anche Domenico e successivamente Casa UGI. Mi sono reso conto di quanto avessimo in comune e così è nata la nostra collaborazione.

Per aiutarci a capire meglio cosa ha in comune l’UGI con Mezzopieno ci spieghi in cosa consiste e di cosa si occupa il tuo movimento?
Mezzopieno è un gruppo nato tanti anni fa e cresciuto con l’obiettivo di sperimentare dimensioni più positive, di collaborare per stimolare risposte positive all’atteggiamento pessimista, di proporre alternative costruttive, comportamenti che perseguono l’armonia e che non impiegano energia per contrastare, ma per creare.
Tra il bicchiere mezzo pieno e il bicchiere mezzo vuoto scegliamo il primo e cerchiamo di insegnare a guardare il mondo con occhi positivi; cerchiamo di valorizzare il bello, di dare energia al positivo, di educare lo sguardo alle cose belle per non darle per scontate attraverso la gratitudine, la fiducia e la positività.
Crediamo nella forza della collaborazione perché riteniamo importante condividere le proprie competenze per valorizzare le proposte e le iniziative.
Siamo convinti che un metodo costruttivo nei confronti della vita e dei problemi sia di grande valore; l’UGI questo metodo lo mette in pratica nell’approccio alla vita nei momenti difficili. Inoltre poter contribuire al mondo dei giovani ci accomuna da sempre; vogliamo portare sollievo, gioia, solidarietà, amicizia.

E nel concreto in che modo riesci a coniugare la tua cultura della positività con l’UGI?
Attraverso la collaborazione che, dopo la trasmissione, è andata avanti. Quest’anno, per esempio, in occasione del 3 maggio, giornata mondiale per la libertà di stampa, il Movimento Mezzopieno ha lanciato la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva, di cui l’UGI è partner e a cui ha partecipato, per dare risalto a notizie, approfondimenti, reportage e storie costruttive. Inoltre, abbiamo pensato di dedicare ai ragazzi fuori terapia un laboratorio di giornalismo e video giornalismo attivo; quindi con loro creeremo una Redazione Gentile che si occuperà del TG delle Buone Notizie. I bimbi e i ragazzi raccoglieranno le informazioni, faranno interviste e poi le racconteranno diventando così i redattori e gli speaker di questo progetto che è già attivo da diversi anni e in diverse scuole italiane.

Un’ultima domanda. Come ti fa sentire e come ti trovi a collaborare con l’UGI?
Mi ha sempre fatto molto piacere ed è sempre stata una bella esperienza. L’UGI è una realtà che lavora molto bene, molto professionale e ben organizzata e per questo mi sono sempre trovato benissimo e, oserei dire, meglio che altrove.
In UGI ho trovato un abbinamento di efficienza, elasticità, flessibilità e soprattutto umanità, un valore questo rilevante ed importante; all’interno dell’UGI, ormai una grande realtà, continua sempre e comunque a predominare l’aspetto umano, si dedica il tempo giusto alle relazioni, senza farsi prendere dalla fretta.
Direi quindi che c’è empatia.
Grazie Luca perché oltre che di positività ci hai parlato anche della Redazione Gentile e quindi di gentilezza che, nel suo senso profondo, ha in realtà un significato etico; come sostiene Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex magistrato, la gentilezza è una tecnica per la pratica e la gestione dei conflitti e rappresenta quindi il più potente strumento per disinnescare il processo che porta alla violenza.
Un metodo che dovremmo tutti imparare ad utilizzare e che consiste nel trasformare il conflitto in energia positiva quando è possibile, evitarlo quando è impossibile, ridurne la durata e minimizzarne i danni quando l’odio e la violenza lo rendono inevitabile.
 
Roberta Fornasari

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