UGI - Il Giornale dell'UGI - PAOLA IMAZIO: RESPONSABILE DELLA STRUTTURA SEMPLICE DI RIABILITAZIONE INFANTO GIOVANILE

PAOLA IMAZIO: RESPONSABILE DELLA STRUTTURA SEMPLICE DI RIABILITAZIONE INFANTO GIOVANILE

Se dietro a un grande progetto c’è un soggetto che è capace di tramutare un sogno in un obiettivo realizzandolo, nel caso del Servizio di Rieducazione e Recupero funzionale questo ideatore è, come abbiamo visto, la direttrice di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita, la Professoressa Franca Fagioli. C’è, poi, bisogno di un gruppo di professionisti qualificati che operino nel quotidiano per far sì che, dalla teoria, si realizzi una solida realtà. A capo di questo gruppo di lavoro, l’Ospedale Regina Margherita ha una valente esponente del settore medico che è la dott.ssa Paola Imazio, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione. La dott.ssa Imazio in questa intervista ci presenterà il Servizio inaugurato il 16 gennaio scorso e ci illustrerà, nel concreto, l’attività che vi è svolta.

Dott.ssa Imazio innanzitutto da chi è composto il gruppo di lavoro del Servizio di Rieducazione e Recupero funzionale che Lei coordina?

Il gruppo di lavoro è costituito da più professionalità. Ad affiancarmi c’è un secondo medico fisiatra, la dott.ssa Camilla Vallini, ed un team composto da sei fisioterapisti, un massofisioterapista e un terapista occupazionale: la dott.ssa Alexandra Bejan, la dott.ssa Luisa Casalis, il dott. Daniele Corazza, la dott.ssa Alice Labate, la dott.ssa Roberta Mella, la dott.ssa Gabriella Naretto, la dott.ssa Elisabetta Rolfo, il dott. Andrea Tisone. La dott.ssa Vallini, la dott.ssa Labate, la dott. ssa Bejan e il dott. Tisone operano in modo coordinato all’interno del Presidio OIRM e nelle palestre riabilitative di UGICARE, grazie al sostegno dell’UGI, che, oltre ad aver contribuito a sovvenzionare l’apertura del Servizio, si fa carico e mette a disposizione del gruppo multidisciplinare della riabilitazione queste figure professionali.

Quali sono gli ambienti del Servizio?

Il Servizio di Riabilitazione e Recupero funzionale si trova al piano interrato dell’Ospedale Regina Margherita e ha una ampia superficie a disposizione, sono presenti tre locali adibiti a palestre riabilitative, due ambulatori per le visite fisiatriche e le valutazioni fisioterapiche; vi è poi una sala d’attesa per i genitori, uno spogliatoio, un locale ad uso tecnico ed i servizi igienici per i pazienti e gli operatori. I locali adibiti a palestre sono ampi, in particolar modo la palestra per l’analisi del movimento, che ospita il sistema di analisi computerizzata BTS, donato dal campione di motociclismo Pecco Bagnaia, che necessita di uno spazio molto esteso, 9 metri di lunghezza solo per effettuare l’esame del cammino.

Dott.ssa Imazio, ogni palestra è dotata di particolari macchinari tutti all’avanguardia che integrano i tradizionali strumenti necessari alla riabilitazione, ci vuole spiegare l’importanza in particolare della macchina per lo studio del passo? Macchinario che l’ospedale Regina Margherita, peraltro, è uno dei pochi ad avere in Italia?

Lo strumento che utilizziamo presso la palestra tecnologica di analisi del movimento è un’apparecchiatura ingegneristica sofisticata dotata di otto telecamere e quattro pedane a terra che registrano la forza. Il sistema prevede, inoltre, l’utilizzo di sensori passivi che vengono posizionati sul paziente a livello dei reperi anatomici e che vengono poi Intercettati dalle telecamere per la ricostruzione tridimensionale del movimento nello spazio, è possibile inoltre integrare nell’analisi le sonde elettromiografiche che registrare l’attività muscolare in modo non invasivo. L’insieme di tutti questi dati oggettivi e quantitativi permette al clinico di impostare la terapia personalizzata più efficace per il paziente e nel post trattamento di evidenziare il beneficio del piano di lavoro terapeutico riabilitativo eseguito.

Dott.ssa Imazio, com’è organizzato il percorso riabilitativo dei bambini oncologici?

C’è un’ottima collaborazione con il Reparto di Oncoematologia pediatrica con cui condividiamo le riunioni del GIC oncologico. I nuovi pazienti, a cui viene fatta diagnosi di tumore dell’osso e delle parti molli, ci vengono precocemente segnalati per effettuare la prima visita fisiatrica, così da poter iniziare la presa in carico riabilitativa già prima dell’intervento chirurgico e durante le terapie oncologiche, iniziano così un programma di “prehabilitation”. Il paziente e la sua famiglia sono subito protagonisti del processo riabilitativo e sono coinvolti e supportati da tutto il gruppo riabilitativo nelle tappe del loro percorso, per far sì che si minimizzi l’eventuale alterazione della funzione motoria e si massimalizzi la miglior qualità di vita per il piccolo paziente e la sua famiglia. Durante il ricovero e dopo l’intervento chirurgico, viene effettuata una presa in carico intensiva in reparto, poi, nella fase post-acuta, il trattamento riabilitativo viene proseguito ambulatorialmente sino alla fase off-therapy, in cui il paziente ha l’opportunità di effettuare la riabilitazione nelle palestre dell’UGI ed infine essere accompagnato alla ripresa dello sport desiderato, attraverso il progetto di SportconUGI.

Come viene organizzata la gestione in generale del paziente, ce la può illustrare?

I pazienti arrivano dai diversi reparti di provenienza; ogni bambino viene sottoposto alla visita fisiatrica e, in base alla sua patologia e alle sue caratteristiche cliniche e personali, viene realizzato un progetto riabilitativo individuale. Non esiste un protocollo di cura “standard”, ma il numero di sedute, i macchinari usati, i professionisti che andranno a lavorare con il paziente saranno individuati, di volta in volta, a seconda del diverso caso specifico in modo “sartoriale”. Il fisiatra è il garante del percorso riabilitativo del paziente e della sua famiglia, elabora un PPRI (proposta di percorso riabilitativo individuale) in cui tutto il team multidisciplinare è coinvolto per la condivisione degli obiettivi riabilitativi a breve-medio-lungo termine. È poi importante verificare che gli obiettivi stabiliti vengano raggiunti o eventualmente cambiare l’approccio riabilitativo, proprio al fine di realizzarli per consentire il massimo livello di autonomia possibile e la massima qualità di vita per il piccolo paziente e la sua famiglia. Alla fine del percorso riabilitativo, il passaggio che poi auspichiamo è il rientro a una piena vita sociale e l’indicazione di uno sport per consolidare i risultati raggiunti nel percorso riabilitativo.

Dott.ssa Imazio cosa si intende per terapia occupazionale, terapia che non tutti gli ospedali peraltro hanno?

La terapia occupazionale è una disciplina riabilitativa, che si affianca al trattamento fisioterapico, che per finalità mira alla massima autonomia funzionale del paziente nelle attività di vita quotidiana, al fine di migliorarne la qualità di vita e l’integrazione sociale. Le occupazioni sono usualmente suddivise in tre aree: la cura di sé (vestirsi, mangiare, farsi la doccia, lavarsi i denti etcc); le attività produttive (lavoro o scuola); il tempo libero (sport, gioco, giardinaggio etcc). Il terapista occupazionale, dopo aver valutato il paziente, redige un piano di intervento individuale finalizzato a raggiungere l’autonomia massima possibile per il soggetto in cura nelle attività di vita quotidiana che maggiormente lo interessano o in cui è in difficoltà.

Dott.ssa Imazio l’inaugurazione del Servizio di Rieducazione e Recupero funzionale che coordina è un grande valore aggiunto per la riabilitazione dei pazienti, cosa prova a lavorarci?

Sono molto grata all’UGI e a tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di questo Servizio, perché un approccio riabilitativo fisiatrico e fisioterapico è un supporto e un riferimento importante per tutti i bambini che sono ricoverati presso l’Ospedale Regina Margherita e per quelli che, per gli interventi diagnostici e terapeutici più complessi, accedano da tutta la Regione. Per questo sono felice e orgogliosa di operare in un Ospedale di eccellenza come il Regina Margherita, all’interno di una squadra motivata ed entusiasta, con apparecchiature d’avanguardia e con il sostegno della Dirigenza, di donatori e di Associazioni di volontariato come l’UGI ODV, soggetti che tutti insieme operano per dare le migliori condizioni e opportunità riabilitative ai nostri piccoli pazienti.