Paolo Ranzani

Paolo Ranzani

Come si impara a fotografare? Giocando.

La curiosità stimola la scoperta e la passione aiuta ad apprendere e ad approfondire temi e nozioni; ma un pizzico di ironia e la spensieratezza del gioco, rendono tutto molto più divertente. Divertente come produrre ritratti “a mosaico”. Ne sanno qualcosa i ragazzi di Casa Ugi che hanno imparato a realizzarli, giocando a fare i fotografi. Promotore di questo approccio ludico alla fotografia è PAOLO RANZANI, “coltivatore diretto di immagini e narratore di storie immaginarie”, che della sua passione ha fatto la sua professione: il fotografo. Dopo aver frequentato il dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design, ha cominciato a produrre immagini di moda, reportage sociale, beauty, ritratto e glamour, oltre ad aver realizzato cover musicali, cortometraggi, videoclip e calendari. Verso la fine dell’estate, ha realizzato un primo incontro con la fotografia per Casa Ugi, inserito nell’ambito del “Progetto adolescenti”, che ha lo scopo di attivare attività e laboratori con i quali i ragazzi possono esprime e coltivare le loro ispirazioni artistiche e scoprirne di nuove.
Paolo, come si impara a fotografare giocando?
«L’idea nasce dalla contaminazione del grande artista David Hockney che realizza ritratti spezzettati per ricostruire il soggetto in modo ironico – introduce Ranzani – fotografando il viso da vicino e il corpo da più lontano, l’effetto che si ha, ricostruendo la persona, è una caricatura molto divertente. Grazie alle quattro fotocamere compatte fornite da Nikon, all’inizio ho fatto vedere il modo corretto per realizzarli, poi si sono cimentati i ragazzi». Dopo gli scatti, grazie alla stampante fotografica messa a disposizione da Marco Malara di IGD (il Gruppo Digitale), Andrea Marcantonio, collaboratore del fotografo, ha potuto sviluppare le immagini e mandarle in stampa. Unendole con il nastro adesivo, sono diventate dei simpatici quadretti da appendere al muro.
Se dovessi fotografare questo primo incontro, che didascalia useresti per descrivere questa esperienza? «Credo si siano divertiti molto. Ci siamo anche presi in giro ed è stato tutto molto piacevole e costruttivo» racconta Paolo, che aggiunge un simpatico aneddoto. «Una delle ragazze, molto attenta alla moda e ai dettagli, mi ha tenuto il muso per un po’, perché nella foto mosaico che la ritraeva, la caricatura che abbiamo montato non rendeva giustizia alla sua bellezza. Però è stato solo un gioco di broncio scherzoso finito poi con grandi risate». Quello appena descritto è stato il primo di una serie di appuntamenti che nel corso del tempo permetteranno ai ragazzi di imparare, giocando con la fotografia.
Oltre agli aspetti tecnici cosa vuoi condividere con i ragazzi?
«Quello che vorrei far passare in questi incontri è la prova che l’essere umano non deve essere soggetto al mezzo che utilizza. L’uomo è quella parte del meccanismo che non può essere sostituita, perchè fa la differenza - spiega Ranzani - In quest’epoca in cui siamo tutti più o meno assoggettati ad elettrodomestici tecnologici, dimostrare che siamo noi che dobbiamo dire a loro cosa fare è importante. Inoltre vorrei dare più cenni storici sulla fotografia, niente di noioso, magari dedicandosi a quei maestri che hanno usato quest’arte per trasmettere un messaggio che andasse oltre alla semplice immagine prodotta».
Ci sono altri progetti ed iniziative su cui state lavorando con Casa Ugi?
«Si è deciso di dare la luce ad un nuovo concorso fotografico. Il tema scelto è l’amore. In tutte le sue sfumature: per un uomo, per una donna, per la mamma, per il cielo, per il gelato, per un cagnolino, per i pesci rossi, per la pizza, per gli occhi verdi incontrati sull’autobus, per il mare, per la montagna, per il sorriso di un amico/a, per un libro, per l’alba, per gli gnocchi della nonna, per un gesto, insomma per l’amore universale. Penso sia un bel pensiero in questi tempi difficili; oltretutto è un tema a cui ci si può avvicinare a tutte le età. Infatti, il concorso è aperto a tutti, e poi ci sono premi favolosi messi a disposizione da molti sponsor che sostengono questa iniziativa».
Per partecipare ci si può iscrivere fino al 5 febbraio 2017 e tutti i dettagli sono reperibili a questo indirizzo: http://www. ugi-torino.it/concorsi/concorso- fotografico-ugi-2016-2017.
Nel 2017 anche la celebre modella Fernanda Lessa prenderà parte ad alcuni incontri con il laboratorio di fotografia, ma non solo. «Le piacciono la vitalità e le iniziative del “Progetto adolescenti” e si è resa disponibile per dare il suo contributo in favore di alcuni brevi corsi su cui stiamo lavorando – conclude Paolo Ranzani - probabilmente si proverà a proporre un laboratorio sulla moda: dalla creazione di abiti alla scoperta dei piccoli segreti di una sfilata. Io fotograferò i vari momenti fino alla presentazione finale sulla passerella. Inoltre Fernanda è una deejay e quindi sono sicuro che vorrà passare qualche ora a spiegare ai ragazzi come si fa a destreggiarsi tra dischi, cuffie e musica».
Altre iniziative divertenti e interessanti verranno proposte strada facendo, sempre ricordando quanto è bello imparare giocando 

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