UGI - Il Giornale dell'UGI - RIABILITAZIONE: IL RITORNO ALLA QUOTIDIANITÀ

RIABILITAZIONE: IL RITORNO ALLA QUOTIDIANITÀ

Alessandro, paziente oncologico del Regina Margherita, ha ventidue anni e la sua non è solo la storia di un ragazzo che ha combattuto contro il cancro, ma quella di chi ha scelto di vivere senza farsi definire dalla malattia. La normalità è sempre stata un punto fermo, anche quando il dolore al ginocchio si è rivelato un osteosarcoma. “Nel novembre 2020 – ricostruisce – avverto un dolore persistente al ginocchio. Mia madre insiste perché vada al Pronto Soccorso. A causa dell’emergenza Covid, vengo indirizzato all’Ospedale Gradenigo per una radiografia. L’ortopedico interpella il professor Piana, primario di ortopedia oncologica del CTO. TAC e biopsia confermano il peggio”. Una “mania di controllo”, come la definisce lui stesso, lo porta a tenere un diario, a conservare appunti. Ricorda con precisione tutte le date più significative del percorso: 14 dicembre 2020, diagnosi; 31 dicembre 2020, prima infusione di chemioterapia; 19 marzo 2021, intervento chirurgico per rimozione del tumore e inserimento della protesi: è la festa di San Giuseppe, il nome del nonno con cui è cresciuto e a cui è molto legato, mancato da poco; è la festa del papà; è la data che scandisce un prima e un dopo. “Dal 19 marzo 2021 – spiega – festeggio due compleanni, la data di nascita e quella della rinascita. Ero rappresentante d’istituto e la mia prima preoccupazione, più che l’esito del trapianto, è stata quella di non riuscire a onorare l’impegno preso. Non ho mai voluto essere trattato in maniera diversa. La malattia non è un’identità”. Sul display del cellulare mi mostra il conteggio dei mesi, dei giorni e delle ore dalla data dell’intervento. Intervento che per lui è la meta, l’obiettivo, la data della rinascita senza il male. I cicli di chemio pre e post operatori sono secondari, sopportabili solo come necessari all’intervento e al ritorno alla normalità.

Dal gennaio 2022 Alessandro intraprende un percorso di riabilitazione off-therapy. “Ho conosciuto Andrea Tisone, fisioterapista oncologico del Regina Margherita. Gli appuntamenti con lui sono diventati parte della mia routine. Ho dovuto imparare tutto da capo: attraverso esercizi mirati e macchinari all’avanguardia ho recuperato mobilità e autonomia. Ancora oggi ci sono movimenti che non riesco a fare, ma sono molto contento dei risultati ottenuti”. La riabilitazione è stata anche un sostegno psicologico. “Essere seguito individualmente in un contesto protetto durante l’off-therapy è stato molto importante. Le difese immunitarie erano troppo basse, non avrei potuto riprendere ad andare in palestra come facevo prima. Inoltre i macchinari a disposizione nella Palestra Riabilitativa di UGICARE permettono di registrare, di tenere traccia di tutti i piccoli progressi ed è incoraggiante constatare i miglioramenti dopo ogni singola seduta. Psicologicamente senti che puoi farcela. Si è trattato di un percorso che UGI mi ha permesso di intraprendere e che la mia famiglia non avrebbe in alcun modo potuto sostenere dal punto di vista economico”.

A novembre 2022 Alessandro è pronto per la postriabilitazione sportiva. Su suggerimento dello staff fisiatra-fisioterapista, si iscrive all’Armida e inizia a praticare canottaggio. “Per me è stato il ritorno alla normalità. Remare con UGI significa reinserimento sociale e aggregazione. La retta è pagata dall’Associazione, che non ti abbandona!”. Nel 2023 Alessandro segue come aiuto istruttore i bambini dell’Estate Ragazzi. “È il mio modo di restituire all’UGI ciò che mi ha dato: una vita normale. Non posso ancora fare volontariato ma mi dedico con passione alla raccolta fondi. Ho organizzato le mie ultime feste di compleanno negli spazi di UGIDUE, coinvolgendo amici e parenti. La solidarietà è contagiosa”. Il suo sogno? “Mi piacerebbe scrivere un libro e raccontare la mia storia, trasmettere speranza a chi in questo momento non ne ha”.