THE LUMINEERS & UGI

THE LUMINEERS & UGI


UNA STORIA DA RACCONTARE

“Sono contento di aver supportato l’iniziativa dell’UGI e che l’asta di beneficenza abbia dato un aiuto concreto. Ringrazio mia moglie Francesca per l’aiuto, la mia band The Lumineers e tutte le persone che hanno reso possibile questo evento. Grazie! – Jer”

Non sempre i grandi artisti sono anche grandi uomini, ma in questo caso possiamo affermare con certezza che i The Lumineers lo sono. Questo gruppo di artisti ha dato prova inconfutabile della sua caratura morale entrando nel 2019 all’interno di Casa UGI, confrontandosi con i ragazzi assistiti dall’Associazione, “subendo” un’intervista che avrebbe messo in difficoltà anche i più grandi oratori, adottando un appartamento di Casa UGI e mettendo, quest’anno, a disposizione una quantità di memorabilia della loro collezione privata di oggetti per una raccolta fondi. Questo elenco è riduttivo, ma dà un’idea chiara di cosa abbiano fatto e continuino a fare questi grandi artisti. Inutile sottolineare che i The Lumineers abbiano un debole per l’UGI. Parlando dell’asta benefica, il gruppo statunitense (composto dal chitarrista e cantante Wesley Schultz e dal batterista Jeremiah Fraites)ha messo a disposizione dei propri fans una serie di oggetti tra cui: i testi originali scritti a mano delle loro hit “Ho Hey” e “Slow It Down”, bacchette, bretelle, un borsalino indossato alla Casa Bianca, stivali appartenuti e indossati dai due membri del gruppo, oltre ad una serie di biglietti per i loro concerti, ovviamente nel momento in cui sarà possibile parteciparvi. In Italia il concetto di asta benefica non è sviluppato e forte come negli USA, ma grazie al loro supporto è stato possibile ottenere un risultato importante. Tutta l’Associazione è immensamente grata a queste personalità del mondo dello spettacolo.
Ma, per spiegare appieno il valore di queste persone, vogliamo raccontarvi quando, nel 2019, Jeremiah Fraites, pianista e batterista del gruppo, ha fatto incursione negli studi di Radio UGI ed ha “subito” l’intervista da parte dei nostri bambini: il gruppo di speaker si è subito avventato sul povero Jer che non ha potuto fare altro che resistere al loro assalto e rispondere prontamente alle loro domande. Il piccolo Moises ha iniziato una lunga discussione sui gusti culinari del musicista, trovando un punto comune di incontro sulla pizza - fatto che conferma il primato del piatto italiano su tutte le altre cucine mondiali. Oriana ha chiesto chi comandasse all’interno della relazione tra il musicista e sua moglie (quest’ultima, Francesca, è torinese doc ed è stata lei il tramite che ha condotto l’UGI all’attenzione dei The Lumineers). La risposta è stata ovvia e di semplice intuizione: comanda lei. Sempre. Sofia ha iniziato una lunga disamina sulla produzione musicale del gruppo statunitense, notando come certi brani, maggiormente tendenti alla malinconia, le facciano vibrare delle corde segrete dell’anima. Su questo punto tutto il gruppo di speaker ha avuto un momento di riflessione profondo, dove ha messo a fuoco, per qualche minuto, il valore della musica e di quanto il suo potere sia in grado di coinvolgere aspetti emotivi profondi. Ci sono corde dell’anima che non aspettano altro di vibrare seguendo la musica che artisti che sappiano dove dirigere le proprie creazioni ed in questo Jeremiah è riuscito in un’operazione impossibile: far apprezzare musica strumentale, quasi classica, ad un pubblico di ragazzini abituati alla musica trap e latina. Durante l’intervista, infatti, abbiamo chiesto al nostro ospite di farci ascoltare alcuni suoi brani ed, essendo lui un ottimo polistrumentista ma non avendo alcuna capacità canora, ha deliziato tutti i giovani con le note del pianoforte. Un momento alto, dove la musica ha mostrato il suo effettivo potere. Cogliamo la palla al balzo per sottolineare quanto la sofferenza del compartimento musicale ed artistico dovuta alla pandemia abbia conseguenze devastanti anche sull’emotività umana della collettività. Ci viene raccontato di non avere possibilità di cambiare le cose e probabilmente è vero, ma come vi abbiamo appena raccontato basta poco: per grandi artisti, famosi in tutto il mondo ed apprezzati da molte generazioni, basta regalare le proprie bretelle ed i propri cappelli per raccogliere fondi. Per noi, di sicuro meno famosi, è sufficiente ascoltare le melodie di artisti dal grande valore umano e fare in modo di regalarle anche ai nostri bambini, insegnando loro il senso profondo di queste creazioni e della loro azione sull’anima. Qui, in UGI, ci proviamo con tutte le forze e siamo grati a grandi professionisti (ma soprattutto grandi persone) che ci dedicano le loro attenzione. Grazie The Lumineers, di cuore.
 
Pierpaolo Bonante

Copyright 2021 - Ugi Torino C.F. 03689330011 - Privacy policy

Abc Interactive