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UGI ED IL NUOVO VOLONTARIATO

UGI ED IL NUOVO VOLONTARIATO


Con le vacanze, ormai alle spalle, è tempo di guardare alla stagione che arriva. E alla grande mole di lavoro (che non si è naturalmente mai interrotto durante l’estate), che attende l'UGI nei prossimi mesi. L’apertura del nostro giornale di questo mese è dedicata ai volontari, e cioè a quell’esercito più o meno vasto di persone che, senza nulla chiedere in cambio, dedicano parte del loro tempo ad attività utili al benessere degli altri. Insomma, dedicano se stessi a sostenere la “causa del bene”.
Che è un concetto immateriale, ma fortemente radicato nell’animo dell’uomo con qualche distinzione di classi sociali. Come scrisse Fabrizio de André: “I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza né dal potere, ma dal piacere di donare”. Secondo le rilevazioni Istat il numero di volontari stimato in Italia è di 6,63 milioni di persone, tasso di volontariato totale pari al 12,6%, per 350 mila organizzazioni.
Secondo quanto pubblicato dall’Osservatore Romano “i volontari nel mondo sono un esercito di oltre un miliardo di persone che a vario titolo e in diversi contesti sociali operano spinti dal desiderio di essere utili agli altri. Il loro lavoro, si è calcolato, è pari a quella di 109 milioni di lavoratori a tempo pieno. Una forza volontaria che supera di quasi tre volte a livello globale quella nei servizi finanziari e oltre cinque volte quella impiegata nelle miniere e nelle industrie estrattive. Massima parte dei volontari, il 70 per cento, operano in modo informale tra persone delle proprie comunità e il restante 30 per cento è invece collegato ad organizzazioni. Le donne sono in leggera maggioranza e rappresentano il 57 per cento delle presenze volontarie. Sono dati tratti dall’ultimo Rapporto dell’Onu sullo Stato del volontariato 2018”. Naturalmente l'UGI è a pieno titolo nelle grandi organizzazioni italiane che usufruiscono del lavoro dei volontari.
Tuttavia, negli anni il concetto di “volontario” è molto cambiato. In mezzo secolo il lavoro si è trasformato, è cresciuto nella concezione che essere volontari non è più sufficiente. Ci vogliono dedizione ma anche preparazione, amore per gli altri ma anche professionalità.
Ed è su questo terreno, come si può leggere nello speciale e nelle interviste che l’accompagnano, che UGI si è mossa in tutti questi anni, fin dal giorno della fondazione. Corsi preparatori, istruzione, inquadramento. Per salire a bordo della macchina il concetto di “volontario” va adattato ai tempi e pensato per il futuro. Dice bene Franco Sarchioni nell’intervista: “Una canna di una palude non è capace di prevedere da quale parte soffierà la prossima tempesta. Per questo motivo, si impegna ogni giorno per crescere flessibile a 360 gradi”. E’ tutta qui la filosofia, antica e moderna, dell’essere volontari.
 
Giorgio Levi
Direttore de "Il Giornale dell'UGI"

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