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UN ANGOLO DI PARADISO A POCHI CHILOMETRI DA TORINO

UN ANGOLO DI PARADISO A POCHI CHILOMETRI DA TORINO

Pare sia diventato di moda ora comunicare anche delle buone notizie. Oltre a virus incontrollati, guerre, tracolli finanziari, malattie, sentimenti di odio e molto altro anche a noi pare doveroso comunicare che in mezzo a tali disastri nascono anche delle piantine sane e rigogliose. Esistono molte cose buone nel mondo e dar loro risalto è un dovere e un’attenzione verso chi ci legge.
 
C’è una valle non lontana da Torino, intima e sconosciuta, dove il tempo scandito scompare nel divenire costante ed imprevedibile delle stagioni. Un luogo dove si respira il Tutto, dove il silenzio intimorisce, parla forte e chiaro, e dimostra inconfutabilmente che il frastuono crea dipendenza, che le parole urlate ed abusate sono il palliativo contro l’abisso della solitudine interiore. Coloro che vi abitano sono semplici latori di umanità, pronti a sorridere ed a tenere alto lo sguardo, umili ed esperti nelle loro mansioni quotidiane: chi si dedica all’agricoltura ed al giardinaggio, chi alla cucina, altri a produrre bontà naturali, altri ancora ridanno vita ad arti dimenticate, come la bella grafia o lo stile millenario delle icone antiche. E lo straniero è sempre atteso, benvenuto e benvoluto, ristorato, ospitato ed ascoltato, considerato ogni giorno un regalo speciale. Ci si sente annichiliti dalla schiettezza, frastornati dalla freschezza dei sorrisi che arrivano dritti al cuore. La fede silenziosa, profonda, inaspettatamente aperta mortifica le ostentazioni e gli integralismi, stupisce gli agnostici ed instilla il dubbio di aver compreso ben poco della bellezza che ci circonda.
La palpabile essenzialità tacita il rumore, conduce all’ascolto di sé e delle proprie emozioni, invita al dialogo pacato e conciso, concreto e costruttivo. Diventa la via più naturale verso l’uguaglianza al di sopra di ogni credo, di ogni fede, razza o colore della pelle: è la linea retta che mette tutti in riga e sul medesimo piano. Sono uomini che arrivano da un tempo lontano ed incarnano l’antidoto potente per non cadere passivamente nel futuro. Le loro parole semplici e profonde raccontano il vivere quotidiano permeato dalla natura in cui sono immersi; sono uomini che partecipano attivamente al mutare delle stagioni, ne traggono linfa vitale per lenire ogni tristezza, ogni dolore… e non è questa forse la via più normale e razionale per credere nell’intangibile, sia esso un dio o il risultato di miliardi di anni di evoluzione? Questo luogo si chiama Monastero Dominus Tecum di Prà d’Mill, a Bagnolo Piemonte, e gli uomini che lo animano sono i Frati Cistercensi, che producono e ci forniscono direttamente le prelibate confetture e marmellate per il Mercatino di Natale dell’UGI. 
Stefano Ribet

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