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LA COCCINELLA E L’ORSO

UNA FAVOLA PER I PIU' PICCINI: LA COCCINELLA E L’ORSO


Brunilde era una coccinella un po’ strana e, anche se nel bosco tutti la conoscevano, non passava giorno che qualcuno non la criticasse per la sua generosità.
“Scommetto che non sai l’ultima di Brunilde!” Disse con voce bassa da spia, il fiero maggiolino. “Cos’ha fatto questa volta? Dimmi, dimmi, non tenermi sulle spine”.
Rispose il bombo, anche lui a bassa voce. “ L’altro giorno, durante quel terribile temporale, mentre tutti noi cercavamo di ripararci e stare alla larga dai torrentelli che scorrono improvvisi nel bosco, Brunilde insisteva per avermi come suo compagno nell’attraversare la foresta dei faggi e recarci al grosso favo delle vespe!” “L’ho sempre detto! Quella è matta da legare. Fare tutta quella strada per far visita a quelle pestifere!” L’indignazione del bombo era alle stelle. “Questo è niente - rispose il maggiolino - la poveretta voleva andare fin là perché, pare, che il generale del favo in persona, avesse chiesto il suo aiuto”. “I suoi amici!! E tu ci credi?” Chiese stupito il bombo. “Conoscendola può essere vero”. “Allora ci sei andato?” Continuò a chiedere sempre più incuriosito il bombo. “Scherzi! Le ho detto che avevo i reumatismi e che volare tanto lontano era per me troppo doloroso”. “E lei cosa ha fatto?” “E’ andata da sola, e da allora non l’ho più vista!” Rispose scandalizzato il fiero maggiolino. “Affari suoi!” Disse alzando la voce il ciccioso bombo “Essere amici è una bella cosa, ma non esageriamo! Hai fatto bene a trovare la scusa dei reumatismi”. “Beh, i dolori li ho veramente, ma è vero che ho esagerato per non andare”.
Mentre i due si compiacevano nell’essere d’accordo a criticare la generosa coccinella, la poveretta arrivò dal cielo lentamente e si posò sul filo d’erba vicino ai due…amici. “Finalmente! E’ dal temporale che non ti vedo”. Disse il maggiolino guardando il bombo con un sorrisetto. “Sarei arrivata prima, ma la situazione nel favo delle vespe era così grave, che ho dovuto aiutarle ad ammucchiare tante foglie secche per poi darle fuoco”. “Foglie secche? Darle fuoco? Ma di cosa parli, sei sicura di stare bene?” Chiese il bombo più indignato che curioso. “Dovete sapere - cominciò a spiegare Brunilde - che il generale mi ha mandato a chiamare, perché l’orso Gesualdo stava per avvicinarsi alla loro casa. Sapete che se Gesualdo scova un favo, per quella comunità di vespe è finita”. “Poco male, cattive come sono non si meritano altro”. Dissero insieme il maggiolino e il bombo. “Vorrei vedere voi al loro posto! Siete dei campioni a criticare, ma quando potete aiutare qualcuno ve la svignate sempre. Non pensate mai che un giorno anche voi potreste avere bisogno?” I due abbassarono gli occhi senza rispondere, così la coccinella continuò: “E’ stata una mia idea. Il fumo denso mi ha permesso di raccontare a Gesualdo la frottola del bosco in fiamme. Gli sono corso incontro, l’ho avvisato del pericolo e così ho salvato il favo”. Il maggiolino e il bombo avevano la bocca aperta dallo stupore e non dissero altro che: “E tu hai parlato con l’orso?” “Sicuro, e mi ha anche ringraziato. Potevo mica non aiutare quelle poverette!” Rispose Brunilde ai due increduli amici. “E ti ringrazio ancora!” Il vocione rimbombò tra gli alberi come un tuono senza lampi. “Gesualdo! - gridò la coccinella - Come mai sei qui?” “Te l’ho detto, per ringraziarti ancora una volta”. Il bombo e il maggiolino erano pietrificati sullo stelo di una margherita, in preda ad un attacco di panico. “Non era il caso - continuò Brunilde - se non ci si aiuta tra noi”. “Questa volta però il mio grazie è per l’ottimo miele che mi hai fatto mangiare. Il favo era così pieno che ho la pancia che scoppia”.
A quelle parole la povera coccinella trasalì e incredula chiese: “Miele? Favo? Cosa dici?” “Brunilde, Brunilde, credevi avessi bevuto la frottola dell’incendio? Appena te ne sei andata ho seguito il fumo e, attraversato il mucchio di foglie che bruciava, ho distrutto il favo e mi sono ingozzato di nettare. Che buono!” Brunilde chinò il capo e si mise a piangere silenziosamente, mentre il bombo e il maggiolino, anche se ancora sotto choc, dissero piano: “Lei e la sua mania di aiutare tutti, le sta bene!” “Non piangere - tuonò il vocione di Gesualdo - non è colpa tua! Sapevo già dove stava il favo. Non ero ancora andato a depredarlo perché non avevo abbastanza appetito. In quanto a voi due - e abbassò lo sguardo sulla margherita dove stavano aggrappati il bombo e il maggiolino - fareste meglio a chiudere quella bocca pestifera”. L’orso si girò verso Brunilde e prima di andarsene aggiunse: “ Non te la prendere, hai fatto più di quello che dovevi, ma la legge della natura è questa!” Detto ciò mise a terra le zampe anteriori e lentamente sparì nel fitto del bosco. Tanto per la cronaca, il bombo e il maggiolino sono ancora attaccati alla margherita in stato confusionale, invece la coccinella è andata ad aiutare un grillo caduto in una pozzanghera!

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