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UNA VITA ALLA “THE SIMS”

UNA VITA ALLA “THE SIMS”


GIOCOSAMENTE è una rubrica creata dai ragazzi di UGI Onlus, dedicata a raccontare il mondo dei giochi agli adulti, nel tentativo di far capire loro in cosa consista, come mai ci giochino e perché sia così appassionante passare il tempo in questo modo. Il gruppo redazionale che ha reso possibile questo articolo è formato da Oriana, Sajda, Antonio, Alberto, Andrea & Stefano.

Esistono giochi dove il bene ed il male si fronteggiano in una sfida eterna, appassionante e densa di significato. Esistono altri giochi dove, fondamentalmente, non vi è scopo alcuno: in questi casi è risaputo che abbandonare l’essere umano a sé stesso non ha mai dato grandi risultati (vedi l’articolo dello scorso numero sul videogioco Minecraft). Ma nella nostra infinita esplorazione dei giochi, da parte dei ragazzi di UGI, è emersa una voce unica: quella dei simulatori di vita. Infatti, cari lettori, esiste un franchise di giochi dove non devi fare altro che vivere la tua vita, dall’inizio alla fine. Questo franchise si chiama “The Sims” ed è più appassionante di quanto si creda: infatti puoi creare il tuo personaggio, dare forma alla casa dove vivrà la sua vita, andare a lavorare, pagare le bollette, portare fuori il cane, piangere per la mancata promozione o scoprire che il tuo vicino ha una casa più bella e grande della tua.
Questo gioco garantisce la possibilità di immaginare che forma potrebbe avere la casa dei propri sogni, simulare dove e come posizionare quel perfetto soprammobile (“ciapapuer” in dialetto piemontese) nella tua perfetta casa, gestire la posizione più feng shui per tutto il proprio mobilio e molte altre emozionanti eventualità che, con la crescita, non saranno più ammantate dalla fascinazione del gioco ma saranno vere e proprie incombenze.
Se volessimo trovare una falla nella bellezza del gioco sta nella sua verosimilianza con la vita e sue incombenze più noiose quali: trovare un lavoro, andare a lavorare, portare fuori gli animali da compagnia, andare nel peggior ristorante della città, quello preferito da tua suocera, e mentire spudoratamente sulla bontà di quello che si è appena assaggiato, star male in seguito al sopracitato ristorante.
Successivamente doversi iscrivere in palestra per perdere i chili presi, pagare le bollette ed andare al cinema sono solo alcune delle cose che rendono “The Sims” il perfetto simulatore della vita. Potrebbe sembrare che questo gioco sia incredibilmente noioso, ma possiamo assicurare che in esso è nascosta anche una valenza formativa. A tal proposito può dare ai giovani un’infarinatura di quello che li attenderà nel futuro: fare la spesa, fare il bucato e ricordarsi di saldare l’affitto saranno alla base di questa esperienza videoludica. Forse per gli adulti potrebbe essere meno attraente ma non è detto, in quanto permette di analizzare le variabili della propria vita che non sono state esplorate.
Rispondere ad una delle domande più ancestrali dell’uomo: cosa sarebbe successo se… anche se la maggior parte delle incombenze quotidiane quali pulire casa, dover andare a lavorare ed ascoltare le lamentele dei tuoi parenti permangono in questa simulazione estremamente approfondita della vita.
Piccola nota del redattore: capita a volte che questo gioco conduca alla noia i piccoli giocatori che, per creare una valida alternativa al regolare svolgimento del gioco, alterano l’abitazione o la vita dei propri simulacri digitali in maniera assurda, ad esempio rimuovendo tutte le porte e le finestre (fondamentalmente confinandoli all’interno della casa), dando pessime risposte alle persone amate o ai capi. Questo atteggiamento sembra avere un effetto estremamente distensivo sui giocatori, permettendo loro di sfogare alcuni istinti che nella realtà devono essere brutalmente repressi, per evitare problematicità nel vivere collettivo. Estremamente consigliato ai fan della quotidianità.

Pierpaolo Bonante

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