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22Mar 2021

LABORATORI UGI? TO BE CONTINUED...

Era il 9 marzo 2020 quando, dopo aver ascoltato le misure restrittive previste dal DPCM, Simona Bellini, psicologa presso il Servizio di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, e Domenico De Biasio, coordinatore Rete Ugi, confrontandosi dalle cornici dei loro pc, decisero di cimentarci in nuove soluzioni comunicative per sostenere le famiglie che già stavano vivendo un momento traumatico a causa della malattia oncologica e che si sarebbero dovuti confrontare anche con l’emergenza Coronavirus. Le disposizioni di contenimento del virus avrebbero ben presto colpito il nostro Paese, la nostra vita, la nostra mente e la nostra possibilità di stare con gli altri.
Profondamente convinti e consapevoli del fatto che per stare bene si ha bisogno degli altri così come del sole, dell’aria, dell’acqua, ci si direzionò verso la sperimentazione di nuove modalità di incontro via web per contrastare l’inevitabile isolamento creatosi. Dopo i primi feedback positivi rilevati dalla partecipazione alle attività online, si ritenne opportuno ampliare la varietà delle attività in modo da coinvolgere bambini, ragazzi e addirittura genitori. Con il trascorrere delle settimane e l’aumento della richiesta, entrarono quindi a far parte dell’equipe Lucia Longo, fisioterapista motoria, e Fabio Barcella, operatore Ugi incaricato di gestire la parte di segreteria e di front-office con le nostre famiglie.
Il gruppo di lavoro creatosi, si pose come obiettivo quello di proporre ai bambini e ragazzi svariate attività online, tentando di accendere un piccolo minuscolo punto di luce nelle loro vite quotidiane. In linea con il pensiero dello psichiatra Vittorio Lingiardi, “Siamo isolati, ma non siamo soli”, e ispirata dal proverbio cinese “E’ meglio accendere una candela che maledire l’oscurita’”, l’equipe iniziò a porsi come obiettivo quello di non far sentire soli i nostri bimbi e ragazzi dovunque si trovassero (ospedale, Casa Ugi, domicilio privato) e ad agevolare la condivisione in piccolo gruppo di momenti di allegria e arricchimento personale.  L’intento era, quindi, quello di ricreare una sorta di “socialità online” durante i momenti di ritiro obbligato rispetto ai contatti relazionali: tramite l’avviamento di attività in contesti relazionali protetti si introduceva la dimensione del “fare” con cui soprattutto i ragazzi si confrontano quotidianamente. Fra i canali privilegiati sicuramente l’arte e la musica, modalità rispettose per far fronte alla sofferenza e facilitanti lo sviluppo della creatività.  
Le proposte sono cresciute di giorno in giorno e ogni bambino/ragazzo ha potuto scegliere fra le molteplici attività. Durante il laboratorio o l’evento online si crea una nuova e strana intimita’: il gruppo si ritrova ad essere virtuale ospite in casa di ciascun membro. Ci si ritrova quindi fra cucine, salotti, librerie o addirittura in macchina mentre si torna da una visita medica in ospedale. E’ proprio il caso di dirlo: l’emergenza stimola la creatività! La comunicazione a volte salta, a causa di fluttuazioni di una linea sovraccarica o di altre difficoltà tecniche, ma il legame resta e le emozioni, malgrado si perda qualche parola, sono sempre all’opera. Si rimane in contatto attraverso uno schermo, non importa se quello dello smartphone, del tablet o del PC e ci si sente più vicini.

L’emergenza che stiamo vivendo ci ha quindi imposto di rimodulare e di riorganizzare i laboratori in Ugi: ad oggi le attività/eventi da remoto hanno coinvolto complessivamente 170 bambini/ragazzi e 15 genitori.  

La dimostrazione che queste attività funzionano ci giunge non solo da questi numeri ma anche e soprattutto dal sentimento di riconoscenza che giunge dai nostri bambini e dai loro genitori.
Di seguito alcune parole di gratitudine manifestate in seguito alle attività Ugi proposte:  
“Ogni giorno è una sfida. E con voi è più facile…grazie!”
“E’ un’esperienza unica, grazie mille a tutti. Siete speciali”
“GRAZIE INFINITE per le tante e belle attività”
“Grazie per tutto ciò che fate per i nostri ragazzi”
“Grazie, a nome di tutti…per la gioia delle mie bimbe, ballano anche mamma e papà”  
“Grazie per la dedizione e la passione che avete messo e che mettete sempre in tutto ciò che fate per i nostri e vostri bimbi!
“Vi siamo infinitamente grati. Queste iniziative sono divertenti e formative, un bel modo per stare insieme. Grazie davvero, noi ci saremo sempre per queste attività’”.

 
Oscar Colchado, pluripremiato letterato peruviano, sostiene che “si tratti di una comunità, una famiglia, un gruppo di amici, una classe, un paese, uno stato intero, per essere capace di trasformarsi verso il proprio meglio, deve essere solidale e inclusivo. Nonostante la malattia e il Coronavirus, in Ugi, non si arrestano quindi la creatività e l’inclusività! 

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